Llorente: "Occhio Francia, sarà la partita di Yamal: ma la Spagna stia attenta a...”
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Llorente: "Occhio Francia, sarà la partita di Yamal: ma la Spagna stia attenta a...”

Martedì 14 luglio 2026
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L'ex Juve, campione del Mondo 2010 con la nazionale iberica: "La chiave sarà non concedere spazi a Mbappé e alle ripartenze dei Bleus. La finale? Dico Spagna-Argentina"

L'ex Juve, campione del Mondo 2010 con la nazionale iberica: "La chiave sarà non concedere spazi a Mbappé e alle ripartenze dei Bleus. La finale? Dico Spagna-Argentina"

Sara Federico 14 luglio - 14:28 - MILANO

Una semifinale così è forse quella che più speravamo di vedere. Francia-Spagna sarà il secondo incrocio tra le due Nazionali nella storia dei Mondiali, vent'anni dopo quel 3-1 con cui la Francia di Zidane eliminò la Spagna agli ottavi di Germania 2006, quelli dell’Italia Campione del Mondo. Oggi i Bleus di Deschamps inseguono la terza finale consecutiva, trascinati da un Kylian Mbappé già a quota otto reti nel torneo, mentre le Furie Rosse vogliono tornarci per la prima volta dal 2010 puntando su una difesa quasi impenetrabile. Che partita sarà e chi andrà in finale? Lo abbiamo chiesto a Fernando Llorente, Campione del Mondo nel 2010 e d'Europa nel 2012 con la Spagna, oltre che d’Italia per tre volte consecutive con la Juventus.

VIDEO: Rabiot o Fabian? Dembélé o Lamine Yamal? La formazione combinata di Francia-Spagna

La Francia finora ha mostrato la solidità e l'esperienza della grande favorita in ogni contesto, si è affidata alle prodezze delle sue stelle. La Spagna ha incantato tutti con coraggio e freschezza ma forse è ancora in cerca del suo “leader”, stasera che partita si aspetta? 

"Mi aspetto un match nel quale la Spagna avrà più possesso della palla, ma dovrà essere molto brava a rimanere compatta in fase difensiva. Credo che la Francia sarà più chiusa, in attesa delle sue opportunità e pronta nelle ripartenze. Loro sono velocissimi nell’attacco e nel contropiede danno il loro meglio. Potrebbe essere una partita da tanti gol. Sarà durissima ma spero che la Spagna arrivi in finale". 

Come si vince una partita così? Quale aspetto conterà di più? 

"Per la Spagna, la chiave per vincerla sarà non concedere spazi ai giocatori offensivi della Francia che sono davvero fortissimi. Per loro è proprio quello il momento migliore per fare male. Servirà giocare più per gli esterni, ed evitare passaggi rischiosi a centrocampo per non farsi rubare la palla, e non concedere ripartenze. Il pericolo è lì e la difficoltà sarà nel non commettere errori di questo tipo. Contro il Portogallo ne abbiamo visti, ma in quel caso gli avversari non ne hanno approfittato. Ma stasera c’è la Francia e in una partita così è vietato sbagliare". 

Quali sono i punti di forza della Nazionale spagnola? 

"La Spagna ha un centrocampo più forte, con giocatori che si muovono molto bene. Penso a Rodri che sta vivendo il suo miglior momento, credo che sia il centrocampista più forte al mondo, due anni fa ha vinto il Pallone d’Oro e ora sta tornando al top. La squadra dovrà puntare sulla qualità del gioco e sul controllo della palla. Ha giocatori molto creativi, difficile trovare queste qualità in altre Nazionali".

Parliamo della Francia: finora punteggio pieno, 6 gol in 6 partite, un cammino quasi perfetto, 16 reti complessive messe a segno. Ma avranno anche loro delle debolezze… 

"È una squadra completa: ha solidità in difesa, giocatori letali davanti e direi anche le alternative che hanno, soprattutto in attacco. Giocatori tecnici, veloci e bravi a finalizzare. Debolezze? Non ne vedo tante… Forse a centrocampo non hanno la stessa qualità dell’attacco, sono molto fisici ma meno fantasisti". 

Per ogni big match che si rispetti, i duelli tra due avversarie così sono un must. Quali saranno quelli più intriganti?

"Saranno decisivi gli scontri tra i terzini della Spagna e gli esterni offensivi della Francia". 

Cominciamo dal più classico: Yamal o Mbappé? 

"Scelgo Yamal. Mi colpisce in tutto, è giovane e per quello che sta facendo alla sua età sembra che viva le grandi competizioni senza pressione. È inarrestabile e imprevedibile da marcare, in grado di saltare l’uomo in maniera esemplare". 

E a prescindere da questa sfida, se invece dovesse scegliere tra Mbappé e Messi? 

"Sto dalla parte di Messi. Credo sia il miglior giocatore della storia, quando giocavo contro di lui ho visto azioni incredibili. È ancora devastante anche a 39 anni, potrebbe giocare ancora a lungo. Ti sorprende ogni giorno. Mbappé è un fuoriclasse ma ancora non è riuscito a fare grandi imprese al Real Madrid, anche se in questi Mondiali sta facendo la differenza". 

Torniamo alla partita di stasera: Dembélé o Nico Williams?

"Nico ha avuto un anno difficile e questo è un vero peccato perché si sente tanto la mancanza della sua forma fisica in questo torneo. All’Europeo avevamo Yamal e Williams nel loro miglior momento e quando non funzionava uno, c’era sempre l’altro. Erano devastanti. L’infortunio ha inciso molto, ma sta cercando di ritrovarsi, anche se non è allo stesso livello che conosciamo tutti. Dembélé è più forte in questo momento, ma se Nico fosse al top delle condizioni, sceglierei lui senza dubbio". 

Olise o Dani Olmo? 

"Olise è un giocatore che mi ha sorpreso tantissimo, non me lo aspettavo così performante. Per il momento che sta vivendo lo metto sullo stesso piano di Yamal. Dani Olmo, è creativo, capace di stupire sempre con movimenti che non ti aspetti, dialoga bene con i compagni. È brillante, è uno che può risolvere la partita, ha tutte le qualità per poterlo fare quindi scelgo lui. 

Se giocasse ancora, chi temerebbe di più in campo? 

"Oltre a tutti quelli che abbiamo già nominato, temerei anche Barcola. Non avrà la precisione degli altri negli ultimi metri ma è comunque un giocatore letale". 

Finora nella Roja i protagonisti assoluti sono stati Oyarzabal, capocannoniere della squadra con 4 gol realizzati, e Merino, il "super-sub" indiscusso del torneo. In questo match, chi sarà il giocatore decisivo? 

"Lamine Yamal, perché finora non si è espresso ancora come avrebbe voluto, a causa del post infortunio. Credo che questa partita sia il suo momento, sarà molto motivato e pronto a mostrarci la sua genialità. E se entra in campo Merino, potremmo vedere ancora uno dei suoi gol da subentrato".

A proposito di Oyarzabal, perché viene sottovalutato anche mediaticamente? 

"È un giocatore fortissimo, ottimo mancino, bravissimo a finalizzare, muoversi senza palla, dialogare con i compagni. Credo se ne parli poco perché ad ora gioca nella Real Sociedad e non in un grande Club come gli altri in Nazionale". 

Guardando invece agli allenatori, da chi le sarebbe piaciuto essere allenato tra De La Fuente e Deschamps ? 

"Sicuramente da De la Fuente, sta facendo un lavoro straordinario. Mi sta piacendo tutto, anche come sceglie la formazione da schierare, è stato allenatore delle giovanili e quindi conosce bene il loro percorso. È riuscito a creare un grande gruppo, che sta gestendo molto bene. È già entrato nella storia della Spagna, ha vinto Nation League, Europei 2024, è incredibile quello che è riuscito a fare. Ora vedremo dove arriverà, ma finora siamo molto felici del lavoro che sta facendo". 

Francia-Spagna è la sfida ogni calciatore vorrebbe giocare, le è mancato non averlo mai fatto? 

"Sì, in effetti mi è mancata una partita così nella mia carriera, peccato non averla mai giocata". 

Però al Mondiale 2010 in Sudafrica, la Spagna ha vinto la sua prima e unica Coppa del Mondo e lei c’era. Cosa ricorda di quell’esperienza, cosa le ha insegnato? 

"È stato un percorso straordinario. Siamo partiti perdendo con la Svizzera, abbiamo sofferto ma alla fine abbiamo vinto con grande merito. E porterò sempre con me nel cuore e con grande emozione quel gol di Iniesta nei supplementari della finale contro l'Olanda". 

Questo è un Mondiale già entrato nella storia: le 48 squadre, i tre paesi ospitanti, i debutti di molte Nazionali, la tecnologia e le nuove regole Fifa in campo. Cosa sta apprezzando di più? 

"Il grande equilibrio tra le squadre. Tutte le favorite hanno dovuto soffrire e lottare per vincere, anche contro le esordienti o le outsider. E poi le grandi rimonte nei minuti finali: penso ad esempio all’Argentina contro l’Egitto o il Belgio contro il Senegal. Ma anche i gol decisivi di Merino nei minuti finali per ben due partite decisive. Un Mondiale da grandi emozioni". 

Ha citato Argentina-Egitto, una delle partite più discusse a livello arbitrale, così come è stato per altre. Tra i pro e contro della tecnologia, pensa che le innovazioni di questo Mondiale abbiano comunque agevolato la direzione delle partite? 

"Assolutamente sì, basta ricordare il calcio del passato e quante sviste ci sono state. La tecnologia sta aiutando questo sport, è chiaro che continuano ad esserci degli errori, che ci saranno sempre. Ognuno dà comunque la propria interpretazione di quello che succede in campo, e sarà sempre così". 

In conclusione, non posso non chiedere chi saranno le due finaliste e chi vincerà il Mondiale...

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"Dico che la finale sarà Spagna-Argentina e vincerà la Spagna, io ci credo!"

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