Malagò: "Maldini era il piano A, il nuovo ct sarà una scelta condivisa"
Il presidente Figc in un'intervista a Dazn disponibile da questa sera sull'app: "Non sono un rivoluzionario, ma un innovatore"
Il presidente Figc in un'intervista a Dazn disponibile da questa sera sull'app: "Non sono un rivoluzionario, ma un innovatore"
14 luglio 2026 (modifica alle 17:59) - MILANO English version"Maldini per me era il piano A - ha detto il neo presidente della Figc Malagò in un'intervista esclusiva a Dazn -. La vera novità è che per la prima volta un Presidente federale si chiami fuori dal ruolo di Presidente del Club Italia e l'ultima parola non la cala dall'alto ma la condivide. Sulla scelta del prossimo c.t. non ci sono stati contatti con allenatori antecedenti ai colloqui con Paolo e Leonardo. Altrimenti saremmo partiti malissimo, avrei subito tradito le logiche che ci hanno portato ad aprire questo rapporto".
VIDEO: Malagò: "Per dt e ct della Nazionale tutto chiuso nell'arco di una settimana"spirito di emulazione
—Il presidente ha poi toccato tutti i temi calcistici di maggiore attualità. Sulla base del movimento calcistico italiano: "Abbiamo perso quasi sei milioni di persone nella fascia d'età tra i 18 e i 35 anni, quella che rappresenta il principale bacino potenziale per una Nazionale. Questo è dovuto sia al calo demografico sia al fatto che sempre più giovani scelgono di praticare altri sport. Nonostante ciò, il numero dei tesserati non solo è rimasto stabile, ma è addirittura cresciuto grazie all'ingresso del calcio a 5, del calcio femminile, del beach soccer. Oggi, però, la vera sfida è ricreare appeal, alimentando quel fenomeno emulativo che spinge i ragazzi ad avvicinarsi a uno sport. Se c'è un Sinner che vince, è più probabile che un giovane dica: “Voglio giocare a tennis”. Allo stesso modo, se alle Olimpiadi di Milano Cortina arrivano risultati straordinari, è naturale che gli sport invernali diventino più interessanti".
innovazione
—Sul calcio femminile: "Se si guarda a dove stavamo non troppi anni fa, l'aspetto del professionismo sul campionato di Serie A rappresenta una battaglia vinta. Abbiamo un buon livello competitivo di alcune nostre squadre che arrivano a ridosso di quello che è il podio in Europa, una Nazionale che sicuramente è competitiva. Negli Stati Uniti, in Norvegia, Canada, Gran Bretagna, le ragazze giocano a calcio nelle scuole, nelle università perché c'è l'organizzazione, c'è la struttura. Certo, il gap rimane, è chiaro che si debba allargare la base. Se nel calcio maschile si deve consolidare una situazione che c'era e che oggi sta rischiando di depauperarsi, sul femminile la devi conquistare". Sull’innovazione e il calcio che evolve: "Tutto quello che serve a creare maggiore spettacolarizzazione, senza tradire quella che è la filosofia, quasi la religione dello sport, è giusto prenderlo in considerazione. Però occhio a non andare troppo oltre. Chi, secondo me, ha fatto un ottimo lavoro è la pallavolo: ha creato qualcosa di spettacolare. Se ci pensi, quando è stato introdotto il rally point, con il punto assegnato a ogni azione invece del vecchio cambio palla, sembrava una rivoluzione epocale. Eppure, oggi nessuno lo metterebbe più in discussione."
Leggi anche Il paradosso del calcio di Infantino: da una parte si gioca il Mondiale, dall'altra iniziano i ritiriObodo racconta il suo rapimento in Nigeria: "Vennero a cercarmi in elicottero"La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA