"La mano de Dios? Un furto". Pub e pinguini: Argentina-Inghilterra vista dalle Falkland
Ci hanno raccontato cosa vuol dire questa rivalità. Una storia che parte dalla guerra del 1982, durata 73 giorni, capace di attraversare più di quarant'anni di temi: dal pallone alla geopolitica, fino a Diego
Allo Stanley Stadium sono romantici: pensano ci sia più gusto ad attaccare verso la porta che dà le spalle all’Inghilterra, la madrepatria. Nelle Isole Falkland – Malvinas per gli argentini, un arcipelago di rocce e burrasche battuto dai pinguini – si gioca a pallone per divertimento: il maggiore Daniel Biggs, comandante delle forze armate, è l’allenatore della "nazionale", i giocatori lavorano al porto o nell’esercito e il campionato è amatoriale, ma mercoledì i tremila volti di un’isola martoriata dalla storia e dal vento si raduneranno allo Stanley Arms per tifare l’Inghilterra con l’Union Jack intorno al collo: "Appuntamento alle nostre 15, come a Miami. La gente avrà dei permessi per uscire prima dal lavoro. Ci saranno bambini, adulti, famiglie. I figli dei reduci di una guerra di cui si parlerà per sempre, almeno per noi. Argentina-Inghilterra è più di una partita. Soprattutto per chi vive a tredicimila chilometri da casa". Oltre l’Oceano.