Prandelli: "Inter unica italiana 'europea', Napoli compatto, la mentalità Como... La Champions la vedo così"
La Gazzetta dello Sport

Prandelli: "Inter unica italiana 'europea', Napoli compatto, la mentalità Como... La Champions la vedo così"

Mercoledì 26 agosto 2026
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L'ex allenatore analizza le italiane alla vigilia del sorteggio: "I nerazzurri hanno preso gente che sa vincere. Il Psg non è imbattibile, però..."

L'ex allenatore analizza le italiane alla vigilia del sorteggio: "I nerazzurri hanno preso gente che sa vincere. Il Psg non è imbattibile, però..."

Pierfrancesco Archetti Giornalista 26 agosto - 09:37 - MILANO

Cesare Prandelli ha vinto il trofeo quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni, con la Juve nel 1985, mentre da allenatore della Fiorentina (e del Galatasaray) ha assaggiato anche la nuova Champions allargata, anche se non tanto come adesso: con i viola nel 2010 sfiorò i quarti, fuori con il Bayern perdendo 2-1 a Monaco con un gol in fuorigioco di Klose e vincendo 3-2 al Franchi, ma allora vigeva la regola che premiava chi segnava di più in trasferta, a parità di reti: "Se guardo alla mia carriera da calciatore, quella Coppa era molto più difficile di quella attuale. Meno squadre ma solo i campioni, ed eliminazione diretta da subito. Se sbagliavi una gara eri fuori, oggi è diventato un campionato".

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Cosa serve ora per vincere la Champions? 

"Due squadre che possano affrontare una stagione pensando di essere sempre protagoniste, in campionato e in Europa, e poi ci deve essere una condivisione delle scelte, organizzazione e programmazione. Se hai queste basi puoi andare lontano, se ci sono invece situazioni in cui molti giocatori non accettano il fatto che dopo tre giorni dalla coppa puoi recuperare in campionato, diventa tutto complicato. Ma le big non dovrebbero avere mai questi problemi". 

Considera anche lei l’Inter l’italiana che può fare più strada? 

"Sì, perché mi sembra l’unica italiana con una caratteristica anche europea. Gioca, cerca di costruire, ma è molto efficace anche sulle ripartenze, sull’intensità. Quando riparte vuole fare gol sempre, a me piace questo modo di interpretare il calcio, mentre certe nostre squadre sono rimaste ancora alla costruzione, molto lenta, prevedibile. Il calcio è moderno e va sempre avanti, non ce n’è uno antico. Quello di due anni fa può essere già vecchio rispetto a quello che vedi adesso e hai visto ai Mondiali. L’Inter si è rafforzata prendendo gente che ha vinto e sa come vincere, vedi Stones e gli altri inglesi. Sono andati su giocatori sicuri di poter avere un supporto tecnico e anche morale". 

Il Napoli si ripresenta con Allegri e l’eliminazione nella fase campionato della scorsa stagione da cancellare. Ci riuscirà? 

"Napoli è Napoli, nel senso che ci sarà grande entusiasmo e tanta voglia di fare. L’anno scorso è uscito anche per qualche infortunio di troppo. Max ha compattato, saprà preparare bene le partite. Sono convinto che potrà dire la sua".

La Roma è partita bene anche in campionato: potrà fare altrettanto in Champions? 

"Si è visto lunedì che è già avanti. La prima fase la passa. Oltre alla condizione, la Roma di Gasp ha la consapevolezza del gioco, sa cosa deve fare, mi sembra pronta"

Il debutto del Como? 

"Fabregas come mentalità è avanti anni luce. Il Como della scorsa stagione come perdeva palla aveva un’aggressione pazzesca e la riprendeva sempre. Fa costruzione ma verticalizza molto, a me piace. Anche se sono giovani, saranno protagonisti pure in Champions. Non è troppo per loro. Vogliono mostrare di giocare in coppa come in campionato e lo faranno". 

Il Psg è imbattibile? 

"Non esistono squadre imbattibili, però ci sono dei momenti in cui sono imbattibili. Il Psg è riuscito prima degli altri a dare qualità a un centrocampo. Altre avevano solo un giocatore che dava ordine, invece al Psg i 3-4 centrocampisti nell’uno contro uno sono fenomenali, sono stati i primi a capire che su quel settore andava lavorato molto sulle situazioni, sulle rotazioni dei triangoli, non ci sono ruoli fissi. Per questo diventa invincibile in alcuni momenti". 

Le altre? Mourinho tornato a Madrid, Maresca al City, il Bayern delle tante stelle? 

"Mourinho è un grande professionista, ha una gestione ottima dei campioni. Anche se bisogna capire l’impatto dei giovani del Real Madrid, però è la persona giusta. Il Bayern nella famosa semifinale con il Psg descritta come la partita del secolo, e per me non lo era, ha voluto a tutti i costi accettare il braccio di ferro pensando di essere più forte dell’avversario. Non è una qualità, può essere un limite. Maresca? Ha detto che quando ci sono i cambiamenti bisogna aspettarsi i momenti difficili. In una squadra che per 10 anni è stata protagonista assoluta farà un po’ di fatica”. 

L’Italia non vince la Champions da 16 anni. Non sono troppi? 

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"Sì, ma la situazione è questa. Essere protagonisti però si può. Arrivare nelle prime 4 per le nostre sarebbe già un successo".

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