Italvolley, Lavia: "Non auguro a nessuno l'anno che ho vissuto. Che entusiasmo attorno a questa Italia"
Perso il Mondiale per infortunio, ora vuole l’Europeo. "Servirà alzare il livello rispetto alla Nations League"
Perso il Mondiale per infortunio, ora vuole l’Europeo. "Servirà alzare il livello rispetto alla Nations League"
Rebecca Saibene Giornalista 26 agosto - 10:06 - MILANOPer più di 150 volte Daniele Lavia ha indossato la maglia azzurra in giro per il mondo. Oggi, finalmente, la porterà a casa. A Reggio Calabria, nell’amichevole contro la Germania, il ventisettenne di Cariati giocherà per la prima volta con la Nazionale nella sua terra. Un appuntamento che arriva al termine di un anno in cui, prima ancora che a casa, Lavia ha dovuto trovare la strada per tornare in campo. Dodici mesi fa era pronto a partire con gli azzurri per il Mondiale quando un grave infortunio alla mano lo ha costretto a fermarsi. Due operazioni e un lungo recupero dopo, ha ripreso il viaggio da dove lo aveva interrotto: è tornato in Nazionale, con un’altra grande competizione davanti. L’Europeo può essere l’occasione per riprendersi ciò che allora gli era sfuggito. E, chissà, magari anche staccare il biglietto per Los Angeles 2028. Per salire, come canta Claudio Baglioni in Avrai, la sua canzone preferita, su quel "treno per l’America senza fermate".
VIDEO: È alto 2 metri e 10 ma ha solo 13 anni: la nuova stella del volley arriva dal QatarDaniele, come sta?
"Sto bene. Stiamo lavorando tanto, sia fisicamente sia tecnicamente, e sentiamo grande entusiasmo intorno alla Nazionale: migliaia di tifosi hanno seguito gli allenamenti a porte aperte, tra Cervia e Verona. Sono venuti a vederci persino mentre facevamo corsa. Ci hanno fatto sentire il loro calore, siamo carichi".
Un anno fa era pronto a partire per il Mondiale, poi l’infortunio. Che anno è stato quello che l’ha riportata fin qui?
"È stato un anno che non auguro a nessuno, molto impegnativo. È difficile stare fuori così tanto tempo. Poi riprendi, certo, ma non basta: devi tornare a un livello che ti permetta di stare in campo. È stato, ed è ancora, un percorso molto lungo, ma non mi tiro indietro. Ora ho l’opportunità di giocare questo Europeo e voglio aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo: provare a vincere".
Quando ha ripreso ad attaccare ha avuto paura?
"No, fortunatamente non ne ho avuta. Una volta che provi e capisci che va bene, perché dovresti averne? La paura sta nel ricominciare, poi quando arrivano risposte positive ti tranquillizzi e puoi concentrarti sul livello da raggiungere senza interferenze mentali. Ogni tanto qualche dolorino arriva, ma medici, fisioterapisti e staff della Nazionale mi hanno sempre trasmesso serenità".
In Nations League ha superato le 150 presenze in azzurro. Cominciano a essere tante…
"Eh, sono vecchio! (ride, ndr). Anzi, diciamo che ho iniziato presto. È un bel traguardo, che non ho mai dato per scontato. Spero di farne altre 150. La Nazionale per uno sportivo è il sogno nel cassetto e vestire la maglia azzurra mi rende molto orgoglioso".
Si appresta a portare quella maglia per la prima volta nella sua Calabria. Che effetto le fa?
"Sarà speciale. Sono felice di poter giocare nella mia terra e di rappresentarla. Queste amichevoli, tra Reggio Calabria e Messina, saranno una festa, con tanti tifosi a spingerci. Con le Nazionali, maschile e femminile, stiamo creando sempre più coinvolgimento: aumentano i tesserati e, spero, anche gli investimenti. Nel nostro piccolo cerchiamo di dare una mano al movimento".
E poco dopo ci sarà un altro pezzo di Sud: l’Europeo scatterà a Napoli, nella cornice di Piazza del Plebiscito.
"Ne ho già giocato uno in casa, nel 2023: siamo arrivati sino alla finale, persa contro la Polonia. È stato bellissimo sentire il sostegno dei tifosi in ogni città. Stavolta partiremo da un evento unico: non ho mai giocato all’aperto e immagino non sarà semplice, ma sarà straordinario. Ci sarà il Presidente della Repubblica, ci saranno tanti tifosi del Sud e magari tutta la mia famiglia. Non vedo l’ora".
Vincere significherebbe anche Los Angeles 2028.
"È una cosa a cui pensiamo, non lo nego. L’obiettivo di una squadra come la nostra è andare il più lontano possibile e provare a vincere. In Europa il livello è sempre più alto e ci sarà da combattere. Dovremo crescere durante la competizione: sarà necessario alzare il livello rispetto alla Nations League".
Quale è il segreto di questo gruppo?
"Stiamo bene insieme. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo, remiamo nella stessa direzione e nessuno si tira indietro. Quando vinci può capitare di accomodarsi, noi non l’abbiamo mai fatto, dall’Europeo che abbiamo vinto nel 2021 fino al Mondiale dell’anno scorso. Abbiamo ancora tanta fame ed è questo ciò che ci spinge".
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