Inter-Roma, sfida all'ultimo gol. Malen e Lautaro infiammano il duello tra i super attacchi
La prima giornata ha detto che la Roma potrebbe essere l’anti-Inter. In più, la tripletta di Malen ha aperto un’altra questione: l’olandese può insidiare il ruolo di Lautaro Martinez come capocannoniere del campionato? Chi tra le due ha l’attacco più forte?
La prima giornata ha detto che la Roma potrebbe essere l’anti-Inter. In più, la tripletta di Malen ha aperto un’altra questione: l’olandese può insidiare il ruolo di Lautaro Martinez come capocannoniere del campionato? Chi tra le due ha l’attacco più forte?
Sebastiano Vernazza Giornalista 26 agosto - 12:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleI tre gol di Malen, su tre assist di Dybala, hanno cambiato le percezioni, hanno consolidato il ruolo della Roma come candidata allo scudetto. Anzi, la prima giornata ha detto che la Roma potrebbe essere l’anti-Inter. La tripletta di Malen ha aperto un’altra questione: l’olandese può insidiare il ruolo di Lautaro Martinez come capocannoniere del campionato? Chi ha l’attacco più forte? L’Inter o la Roma? Nella Serie A 2025-26, l’Inter scudettata ha segnato 89 gol, contro i 59 della Roma, 30 in più, tantissimi, ma è cominciata un’altra storia e nella prima giornata del 2026-27 sia l’Inter sia la Roma hanno fatto poker (4-1 al Monza i nerazzurri; 4-0 alla Fiorentina i giallorossi). Gli altri, per ora, stanno a guardare: Inter e Roma hanno realizzato 8 dei 24 gol della prima giornata, un terzo del totale.
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—Martinez ha vinto per due volte la classifica cannonieri. Questa è la sua nona stagione in nerazzurro e i suoi trofei sono esposti in fila per tre: tre scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe italiane. Malen è arrivato in Serie A a gennaio e può esibire come successo la qualificazione alla Champions, evento che alla Roma non si verificava da sette anni. Un bel biglietto da visita, però sotto questo aspetto Lautaro è inavvicinabile. Le distanze si accorciano, anzi si rovesciano, se si guarda alla media gol. In Serie A, Malen ha giocato 19 partite e segnato 17 gol, i 14 della passata stagione e i tre dell’altra sera contro la Fiorentina, viaggia alla media di quasi una rete a match (0,89). Diciassette gol da gennaio a oggi, lo stesso numero di gol con cui Lautaro ha vinto la classifica cannonieri 2025-26, in 30 partite. La media assoluta di Lautaro in Serie A è 0,49 reti a incontro, frutto di 132 gol in 268 presenze nel massimo campionato, in cui è sbarcato nel 2018. Vedremo quali saranno i ritmi e le statistiche di Malen se mai si avvicinerà alle presenze di Lautaro. Gli avversari impareranno a conoscerlo e a frenarlo, ma oggi Malen è il grande concorrente di Martinez, può sfilargli il trono di re del gol e forse qualcosa d’altro.
Somiglianze e differenze
—Lautaro e Malen hanno strutture fisiche simili - altezze intorno al metro 75, baricentro basso, gambe potenti, rapidità - e si somigliano quanto a capacità tecniche. Ottimo controllo di palla e dribbling sul breve, il più difficile da eseguire; tiro potente e senso della porta: la avvertono sempre, anche di spalla o a distanza. Riempiono benissimo gli spazi minimi dell’area, non perdonano chi concede loro mezzo metro. Lautaro partecipa al gioco come regista offensivo, Malen vive più di accelerazioni: l’unica vera differenza. L’argentino è un nove tendenza dieci, Malen un nove orientato verso il 7 o l’11. L’argentino lavora molto sulla trequarti, l’olandese a volte “scarrella” sulle fasce.
gli altri
—All’inter, dietro Lautaro, ci sono Pio Esposito, Marcus Thuram e Bonny. Alla Roma, oltre a Malen, gli attaccanti o trequartisti sono Dybala, Castro e Mora.Non calcoliamo Soulé, dato in partenza, e aspettiamo che il giovane Vaz si mostri meglio. L’Inter ha un attacco con quattro punte vere. La Roma poggia su due centravanti e due numeri dieci. Diversità dettate dai sistemi, il 3-5-2 di Chivu contro il 3-4-2-1 o 3-4-1-2 di Gasperini. Se guardiamo alla tecnica pura, Dybala è il più forte di tutti, ma Paulo ha una muscolatura di cristallo, si infortuna con facilità. Se fossimo certi di un Dybala sempre in campo, diremmo che la Roma è la favorita per lo scudetto. Chivu un Dybala non ce l’ha e forse neppure lo vuole, perché non saprebbe che cosa farsene. Le punte dell’Inter sono funzionali al gioco di Chivu: Thuram attacca la profondità, Esposito - in gol di tacco contro il Monza - funge da sfondatore e da pilone, Bonny sta a metà tra l’uno e l’altro. Nell’attacco interista prevale la possanza, Lautaro stesso è un toro di nome e di fatto. Alla Roma, Gasperini ha disegnato un attacco basato su tipi svelti. Malen e Castro,il suo vice, sono potenti e agili. Dybala e Rodrigo Mora, il ragazzo venuto dal Porto, hanno piedi fatati. Mora lo classifichiamo come attaccante perché due stagioni fa, nel Porto 2024-25, segnò 10 gol in 23 partite, a soli 17 anni. Nella scorsa annata si è fatto notare in Europa League (3 reti). Le miscele sono diverse. L’Inter, in attacco e non solo, ha un’impronta europea, da grande Nord. La Roma, davanti, presenta connotati latini, quasi sudamericani. Il 19 settembre (ore 18) all’Olimpico il primo confronto diretto e forse la prima sentenza.
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