Prezzi benzina e diesel: il governo proroga lo sconto sul gasolio fino al 5 settembre
Palazzo Chigi mette a disposizione 130 milioni di euro per mantenere in vigore lo sconto di 17 centesimi al litro Iva compresa: ancora nessuna misura per contenere i listini della benzina
Palazzo Chigi mette a disposizione 130 milioni di euro per mantenere in vigore lo sconto di 17 centesimi al litro Iva compresa: ancora nessuna misura per contenere i listini della benzina
Gianluigi Giannetti 26 agosto (modifica alle 19:49) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google I prezzi del carburante al servito esposti in un distributore di Roma AnsaIl governo ha rinnovato il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre. Questa l’anticipazione raccolta dalle agenzie di stampa con il Consiglio dei ministri del 26 agosto convocato per le 18. All’ordine del giorno c’era l’approvazione di un decreto legge in materia di costo dei carburanti: fonti di Palazzo Chigi riferiscono che la proroga avrebbe un costo attorno ai 130 milioni di euro. La misura continua a prevedere sconto di 17 centesimi al litro iva compresa, valido solo per il diesel. Dopo il 5 settembre il governo conta di far scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, "selettivi sulla base del reddito". Le forme di queste misure verranno valutate in questi giorni. Dal 18 marzo scorso si susseguono misure pubbliche per attenutare il prezzo dei carburanti. Nel primo decreto lo sconto di 24,4 centesimi al litro, sommando accisa e Iva, riguardava sia la benzina che il gasolio. Poi le misure si sono concentrate maggiormente sul diesel. Fin qui, secondo stime, gli sconti sono costati complessivamente alle casse pubbliche circa 2,5 miliardi di euro.
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Da dove arrivano i fondi
—Il costo degli ulteriori 130 milioni di euro del decreto del 26 agosto sarebbe coperto, secondo quanto riferito dall'Ansa, che ha potuto vedere una bozza del documento, da un prelievo fiscale sulle società energetiche. Il meccanismo sarebbe di acconto fiscale della tasse sui dividendi anticipati per le società che hanno ricavi nel 2025 di almeno 20 milairdi di euro. L'acconto poi, secondo quanto riportato nella bozza fa maturare alle società un credito di imposta equivalente.
La lunga corsa dei prezzi
—Va ricordato che la corsa in avanti del costo del diesel era iniziata a gennaio. Il 2026 già si era aperto con un rialzo dei prezzi del gasolio, secondo quanto stabilito dalla legge di Bilancio approvata il 30 dicembre 2025. La Manovra infatti aveva parificato l'accisa tra diesel e verde evitando eventuali procedure europee per sussidi dannosi all'ambiente. Fino al 31 dicembre 2025 la differenza tra le accise di benzina e gasolio era di 81 millesimi a vantaggio del gasolio, dal 1° gennaio l'accisa era diventata di 672,9 millesimi di euro per litro per entrambi i carburanti. Subito dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran, iniziato il 28 febbraio il prezzo medio della verde era di 1,670 al litro e di 1,720 per il diesel. Il 18 giugno viene firmato un accordo in 14 punti tra Stati Uniti e Iran: il successivo 22, secondo la rilevazione del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) un litro di verde costa 1,850 euro e uno di gasolio 1,948. Nella rilevazione del 20 luglio successivo il diesel sfonda il muro dei 2 euro al litro arrivando a 2,038 euro al litro, la verde è a 1,910 euro. Nella rilevazione settimane del Mase del 24 agosto anche la benzina passa i due euro al litro arrivando a 2,003 euro al litro mentre il gasolio è già a quota 2,115 euro.
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