Calhanoglu vuole solo l'Inter, ma per il rinnovo serve una stagione da top
La Gazzetta dello Sport

Calhanoglu vuole solo l'Inter, ma per il rinnovo serve una stagione da top

Giovedì 27 agosto 2026
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Il centrocampista turco è partito alla grande in campionato. Il club potrebbe decidere di rinnovarlo, ma tutto dipende dal fisico

Il centrocampista turco è partito alla grande in campionato. Il club potrebbe decidere di rinnovarlo, ma tutto dipende dal fisico

Filippo Conticello Giornalista 27 agosto - 07:34 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

A guardare la freddezza dei contratti, il 30 giugno 2027 si estinguerà quello di matrimonio tra Hakan Calhanoglu e l’Inter. Sarebbe la fine naturale di un rapporto dopo sei anni di reciproca soddisfazione, tra gioie sparse e qualche amarezza che brucia sotto pelle. Nella realtà, però, gli affari di coppia tra il centrocampista turco e il club che lo ha eletto simbolo sono andati e vanno ancora benone. Talmente bene che nulla può davvero essere escluso nel futuro, nemmeno che Hakan rovesci il destino nerazzurro che sembrerebbe già scritto: un rinnovo oggi non è all’ordine del giorno, ma domani potrebbe pure diventarlo.

a sorpresa

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Davanti al turco c’è, quindi, un ultimo giro di giostra a Milano, potenzialmente perfino esaltante, almeno a guardare i primi vagiti di Hakan in questo campionato: contro il Monza ha iniziato con il piglio di chi vuole onorare anni di militanza nerazzurra con una last dance all’altezza, non a caso ha scaraventato in porta uno scaldabagno a 135 km/h nella prima scorribanda offensiva dell’intera compagnia. Non basterà nell’immediato a garantirgli un adeguamento di contratto, ma dà il senso di ciò che potrebbe accadere più in là: Calha farà di tutto per non avere rimpianti, per seminare qualche dubbio nella testa dei propri datori di lavoro da cui si aspetta una chiamata, prima o poi. Nei suoi confronti non esiste alcuna chiusura a prescindere, anzi, a tempo debito, la società potrebbe incontrarlo per fare un punto e riaprirgli la porticina oggi socchiusa: discutere di rinnovo, a certe condizioni, non sarebbe più un tabù. Insomma, il futuro di Calha è ancora in attesa di scrittura, ma sarà proprio lui stesso a completare la sceneggiatura: tenersi l’Inter è ancora possibile, soprattutto se arriveranno nuove grandi prestazioni e missili da fuori. E, soprattutto, se non mostrerà le crepe dell’ultima stagione in cui ha sommato sei diversi infortuni.

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quel rischio

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L’altro alleato di Hakan viene dall’est: in nerazzurro non c’è sponsor più grande del regista turco di Cristian Chivu, che orienta e costruisce il suo gioco a partire dal centrocampista eletto. Calha è il compasso attorno a cui gira l’Inter del romeno, l’uomo che dosa i tempi del gioco e dell’aggressione e pure uno degli stoccatori della compagnia. L’allenatore nerazzurro ha gestito il reinserimento tormentato di Calhanoglu dopo che nel Mondiale per club 2025 erano volati gli stracci tra lui e Lautaro e anche quest’estate si è confrontato con i soliti piccoli, grandi mal di pancia del suo prediletto, da sempre attratto dall’idea di un ritorno sul Bosforo. Mentre prima il Galatasaray e poi il Fenerbahce ammiccavano a distanza, Chivu ribadiva ai suoi dirigenti quanto considerasse strategico trattenere Hakan. A qualunque costo, perfino con il rischio di perderlo a zero tra qualche mese. In casa nerazzurra, infatti, non è comune che un giocatore tanto importante finisca in scadenza, senza una precedente cessione o un rinnovo tattico, ma questo caso fa giurisprudenza a sé. Anche se per certi tratti ricorda il fresco caso di Mkhitaryan, riarruolato in extremis quando si pensava lasciasse a zero, Calha è diverso: ha una centralità ben superiore all’armeno in questo tempo. Nessun altro collega sembra poterlo insidiare in regia, né Zielinski, che l’anno scorso ha preso il suo posto spesso e volentieri, né il nuovo rampante Stankovic, tornato a casa con quella missione. Neppure Curtis Jones, un jolly multifunzionale.

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futuro

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Durante la stagione il capitano della Turchia compirà 33 anni e all’Inter l’età è spesso tiranna. La vera lente di ingrandimento, però, è solo sulla tenuta fisica: nessuno ha dubbi sul fatto che Hakan sarà decisivo quando potrà governare dal solito centro di comando, ma nella scorsa annata lo hanno tradito diverse parti del corpo. Ha iniziato con il polso, poi alcuni muscoli ballerini, adduttore e polpaccio. Non era mai stato così fisicamente instabile, ma non aveva neanche giocato in scadenza in nerazzurro: l’ultima volta era accaduto al Milan prima del salto che ha spaccato la città nel 2021. In Turchia fanno il conto alla rovescia in attesa del 30 giugno, pensando di accoglierlo proprio come fece l’Inter 5 anni fa, ma anche a Milano il futuro è una terra straniera. Può sorprendere e dare nuove, insperate opportunità.

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