Aspettando Sinner, Antonelli ci ricorda che il talento più grande è restare se stessi
La Gazzetta dello Sport

Aspettando Sinner, Antonelli ci ricorda che il talento più grande è restare se stessi

Giovedì 27 agosto 2026
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Jannik manca, il ginocchio tiene tutti con il fiato sospeso. Intanto Kimi festeggia i suoi 20 anni all’Aquafan, lontano da riflettori e lusso

Jannik manca, il ginocchio tiene tutti con il fiato sospeso. Intanto Kimi festeggia i suoi 20 anni all’Aquafan, lontano da riflettori e lusso

Luigi Garlando Giornalista 27 agosto - 07:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Marzo scorso. Kimi Antonelli vinceva in Cina il suo primo GP di F1 e Jannik Sinner, dominata la finale di Indian Wells, scriveva sulla telecamera: "Grande Kimi!". Amicizia istintiva tra predestinati e bravi ragazzi, separati dal destino recente. Jannik avrebbe dovuto essere ancora negli Usa. Contavamo di rimetterci sul divano con i popcorn, come un anno fa, a tifare come fosse Rocky: "Dai, spiezzali in due!". A ogni sbracciata di dritto, il tonfo di un guantone. Sorridevamo con finta nonchalance: "Sì, è uno dei nostri. Bravino…". Invece niente. "Il ginocchio è bastardo", direbbe Chivu. Pablito, Baggio, il Fenomeno… E il fatto che una (forse) legittima privacy neghi aggiornamenti ufficiali rende l’attesa più inquietante. Fin da quando entrava nelle caverne con la clava, l’uomo ha sempre temuto l’ignoto. "Salta il Canada, torna a Cincinnati", dicevano. E invece salta anche New York. Forse risorgerà a oriente, in Cina, che è stata l’alba gloriosa dell’amico Kimi. 

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Lo aspettiamo, con un filo d’ansia: ha superato le sedute di Milik al J-Medical. Quanto ci manca Jannik… Intanto godiamoci i meravigliosi 20 anni di Kimi e il modo con cui li ha festeggiati, nel luogo più pop del mondo, a pochi giorni da Monza: l’Aquafan di Riccione. Mica in un castello fatato o in un resort blindato. Nei posti di sempre, con gli amici di sempre. Privacy? Ma va là… Mica a cavallo di una Porsche, ma di un ciambellone lungo scivoli d’acqua. Il vero talento di Kimi non è la velocità, ma la normalità. La fama gli è cascata addosso e l’ha spolverata via dalle spalle, come fosse un capello. Kimi sta per "Chi mi cambia?". Imparate, ragazzi.

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