Kessie, una buona mossa, ma per la rivoluzione Juve manca un vero nove
Il mercato sta dando molto a Spalletti però ora serve l’ultimo sprint
Nel giorno del sorteggio della Champions League, la Juventus prova a non farsi prendere dalla nostalgia e lavora per chiudere un’altra operazione pesante. Franck Kessie dovrà accettare il suo futuro bianconero, a certe condizioni, però può ancora arrivare a completare il centrocampo: sarebbe la pedina che serve per dare ordine e personalità al reparto e a tutta la squadra, talvolta troppo leggera di testa. Il campionato italiano non gli è sconosciuto: l’Atalanta lo aveva portato in Italia quando era ancora minorenne, con il Milan ha vinto anche lo scudetto. Kessie è lontano comunque da quattro anni, i tre passati in Arabia Saudita possono avergli arrugginito qualche meccanismo mentale, il tutto più facile a volte è uno svantaggio, però al Mondiale il Presidente, come lo chiamano dai tempi del Milan, ha dimostrato ancora di poter sostenere un livello di rispetto, e internazionale. Compirà 30 anni a dicembre, non pare un cavallo di ritorno che cerca la pensione dorata in Italia, ma, se arriva, sarà il campo a dirlo.