Il medico può "prescrivere" l'esercizio fisico come fosse un farmaco? Ecco come
Come spiega il dottor Vitali, i medici possono non solo limitarsi a consigliare l'attività fisica, ma effettuare una vera e propria prescrizione, con tanto di indicazioni
Come spiega il dottor Vitali, i medici possono non solo limitarsi a consigliare l'attività fisica, ma effettuare una vera e propria prescrizione, con tanto di indicazioni
Francesco Palma 28 agosto - 14:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’esercizio fisico è sempre stato considerato benefico per la salute, oggi però la ricerca scientifica lo guarda sempre più come uno strumento terapeutico vero e proprio, utile nella prevenzione e nella gestione di numerose malattie, tanto da poter essere realmente “prescritto” ai pazienti, come un farmaco o una terapia. Lo ha spiegato a Gazzetta Active il dottor Matteo Vitali, medico ortopedico presso l'Unità di Ortopedia e Traumatologia dell'IRCCS Ospedale San Raffaele e Responsabile Scientifico del congresso Exercise For Health II, tenutosi proprio al San Raffaele.
La differenza tra esercizio fisico e sport
—Vitali parte da un concetto forse ancora poco considerato: esercizio fisico e sport sono cose diverse. "Un paziente che gioca a padel quattro volte a settimana sta facendo sport, ma non necessariamente sta facendo esercizio fisico orientato alla prevenzione. E magari dopo qualche mese arriva in ambulatorio con un dolore alle ginocchia. L'esercizio fisico è qualcosa di trasversale: dobbiamo proporlo a chi non si muove, dare i consigli giusti a chi già lo pratica e integrarlo anche a chi fa sport. Ognuno può scegliere l'attività che preferisce, ma questo non sostituisce il lavoro di prevenzione che l'esercizio fisico permette di fare. L'esercizio fisico non significa soltanto muoversi. Significa socializzare, stare con gli altri, ritagliarsi del tempo per sé, disconnettersi e ristabilire un contatto con se stessi. Che lo si faccia da soli o in compagnia, è un momento in cui si respira il proprio corpo e si stacca dal resto del mondo. Lo sport spesso ha invece un obiettivo legato alla prestazione o al risultato. L'esercizio fisico invece non deve essere vissuto come un giudizio o un obiettivo da raggiungere”.
Perché l'esercizio fisico può essere considerato una cura
—“Circa il 30% della popolazione italiana resta completamente sedentario e non svolge alcun tipo di attività fisica” spiega Vitali: “Il messaggio del congresso non è trasformare tutti in atleti, ma far capire che l'esercizio fisico, se gestito in modo individuale e personalizzato, è una vera cura. Al di là dell'aspetto legato al divertimento o alle mode del momento in alcuni sport, l’esercizio invece rappresenta uno strumento concreto, al pari di un antibiotico, di un vaccino o di un antinfiammatorio. La nostra priorità è raggiungere e stimolare proprio quella parte di popolazione che non si muove. E per chi già pratica sport, l'obiettivo è aggiungere anche una componente di esercizio fisico orientata alla prevenzione e poter inoltre migliorare la qualità dello sport già praticato. Le due cose non si escludono, anzi si completano".
VIDEO: Fare attività fisica regolarmente è cruciale per la nostra saluteCosa significa prescrivere l'esercizio fisico
—L'idea della prescrizione nasce proprio dalla possibilità di adattare il movimento alle caratteristiche di ogni singola persona: "Oggi sappiamo scientificamente che l'esercizio fisico è utile in moltissime condizioni, dalla menopausa alle fratture del femore, alle patologie endocrinologiche, a quelle tumorali, alle patologie cardiovascolari, alle patologie neurologiche fino ai dolori artrosici. Prescrivere l'esercizio fisico significa visitare il paziente, conoscerne età, caratteristiche fisiche e patologie pregresse, e costruire un programma personalizzato attraverso il protocollo internazionale FITT, che definisce frequenza, intensità, tempo e tipologia dell'attività. Due persone della stessa età possono ricevere prescrizioni completamente diverse in base alle caratteristiche cardiologiche, respiratorie, al peso, al morfotipo o persino all'appoggio del piede. Ognuno deve avere il proprio dosaggio di esercizio fisico. Un recente studio pubblicato nel 2025 ha introdotto il concetto di 'exercise snack'. Se nell'arco della giornata riusciamo ad accumulare circa 50 minuti di attività, anche suddivisi in tante piccole sessioni, otteniamo già un beneficio terapeutico. Possono essere esercizi di respirazione, squat, flessioni, le scale per andare al lavoro, una passeggiata dopo pranzo o una corsa al parco. L'esercizio fisico non coincide necessariamente con un allenamento strutturato. Può essere costruito anche attraverso piccoli momenti distribuiti nella giornata".
I benefici dell'esercizio fisico per la salute (anche mentale)
—Secondo Vitali, i vantaggi riguardano praticamente ogni ambito della medicina, compresa la salute mentale: "L'esercizio fisico aumenta l'autostima, stimola il cervello e favorisce il rilascio di sostanze che influenzano positivamente l'umore. Nelle donne in menopausa aiuta il riequilibrio ormonale, nei pazienti oncologici può migliorare la risposta alle cure e il beneficio delle terapie. I dati mostrano una riduzione del 45% delle patologie ortopediche, del 40% dell'infarto miocardico, del 25% del rischio di tumore al seno e al colon, del 10% dell'obesità, del 40% dei tumori ematologici e del 21% del rischio di cadute negli anziani. E sappiamo che una delle principali cause di perdita dell'autonomia nelle persone anziane è proprio la frattura del femore conseguente a una caduta". Vitali conclude sottolineando anche l’importanza dell’aspetto mentale: "C'è una frase di Ippocrate, quindi di oltre 2000 anni fa, che dice che se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico né in difetto né in eccesso avremmo trovato la strada giusta per la salute. Oggi abbiamo anche le prove scientifiche che confermano questa intuizione e osservazione. Il benessere non riguarda soltanto il fisico. Sappiamo che l'esercizio contribuisce concretamente anche all'equilibrio mentale. Gli studi mostrano che tra i giovani, in particolare tra i 15 e i 30 anni, ansia, depressione e altre forme di disagio psicologico sono molto diffuse. In questa fase l'esercizio fisico migliora le performance scolastiche, può ridurre il rischio di depressione e contribuisce a ridurre anche l'impulsività suicidaria nei soggetti predisposti. I dati mostrano una riduzione del rischio di depressione fino al 30% e una riduzione del 25% del rischio di sviluppare forme di demenza".
Bisogna formare i futuri medici
—Uno degli obiettivi del congresso riguarda anche la formazione universitaria: "Il nostro scopo non è soltanto parlare ai pazienti, ma anche alle nuove generazioni di medici. Vogliamo insegnare agli studenti a prescrivere l'esercizio fisico. Così come ci hanno insegnato a utilizzare antibiotici e antinfiammatori, oggi abbiamo uno strumento che non possiamo più ignorare. Portare questo tema all'interno dell'università e dedicargli una formazione specifica è un messaggio importante per i medici di domani e per tutti i pazienti che cureranno in futuro” conclude Vitali: "In un'epoca in cui tutto tende a essere standardizzato, veloce e in cui ci poniamo lontani obiettivi illusori, l'esercizio fisico rappresenta una delle possibilità concrete ed efficaci per tornare a costruire un rapporto personale con la propria salute e il proprio corpo e le proprie emozioni. Vale per i bambini, per gli adulti e per gli anziani. Se impariamo a essere più in contatto con noi stessi, impariamo a conoscerci meglio, a realizzarci e così a riuscire a stare meglio con tutto ciò che ci circonda in equilibrio".
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