Giocatori ammassati senza un progetto e un esonero isterico: Paratici, la Fiorentina non è un museo
La Gazzetta dello Sport

Giocatori ammassati senza un progetto e un esonero isterico: Paratici, la Fiorentina non è un museo

Martedì 8 settembre 2026
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Dopo un mercato ambizioso, il direttore sportivo della Fiorentina ha dimenticato una cosa da dare al suo ex allenatore: la fiducia

Dopo un mercato ambizioso, il direttore sportivo della Fiorentina ha dimenticato una cosa da dare al suo ex allenatore: la fiducia

Luigi Garlando Giornalista 8 settembre - 07:51 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Vent’anni fa Fabio Grosso segnò all’ultimo minuto il gol della sua vita alla Germania. E pochi giorni dopo, in finale, il ct Lippi gli disse: "Tu calcerai l’ultimo rigore". Questo gli è mancato a Firenze: tempo e fiducia. Tempo: Grosso ha commesso degli errori, ma un licenziamento dopo 3 giornate è sempre un atto isterico, difficilmente giustificabile. Nel 2016-17, avessero cacciato Gasperini dopo 4 sconfitte nelle prime 5 giornate, l’Atalanta non avrebbe fatto storia. Fiducia: Gasp ha avuto la libertà di plasmare non solo la squadra, anche la società (Ranieri, Massara, D’Amico...) e oggi si vedono i frutti.

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Alla Fiorentina, invece, Paratici, fin dalla prima ora, è stato il dominus sovrano. Ha scelto Grosso e poi ha fatto un mercato a prescindere dal gioco che ha reso bello il Sassuolo. Il nuovo tecnico ha ricevuto una manciata di trequartisti (Mastantuono, Atta...), una torre (Pellegrino) senza esterni per servirlo e l’ordine: "Mettili in campo". Impossibile con l’amato 4-3-3. Poi la sterzata: sono piovuti gli esterni (Gonçalves, Gnonto...) . E i talentini? Questo è il nocciolo del pasticcio: è mancato un progetto tecnico chiaro e condiviso. Leonardo, nel Trattato della pittura, suggeriva: "Studia prima la scienza e poi seguita la pratica". Una squadra non è un museo dove puoi ammassare tele, ma una casa da costruire con pazienza, seguendo un disegno preciso. Ma Paratici, che non ha crisi di autostima ed è portato a uno spregiudicato gigantismo edilizio (CR7), ha comprato di tutto in allegria, ascoltando il gaudente Magnifico più che il saggio Leonardo. E infatti del doman non c’è certezza.

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