Il Fib Top Team va alla Mondovì, una vittoria che sa di crescita
Il coach Arcangelo Prete: "Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza, ora siamo quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”
Il coach Arcangelo Prete: "Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza, ora siamo quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”
Filippo Testini 9 febbraio - 19:32 - MILANOFIB Top Team parla piemontese ed è targato Mondovì, capace di abbattere le mura amiche e superare la corazzata Auxilium Saluzzo. Un risultato che da speranza e apre nuovi scenari: le Final Four non sono più un sogno lontano, ma iniziano ad assumere contorni sempre più concreti.
Il coach prette
—La prima riflessione arriva dalla panchina, con Arcangelo Prette come condottiero del gruppo, felice quanto sorpreso per quanto costruito finora: “Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza. Questa squadra ha un’umiltà enorme, è composta da giocatori semplici, senza grilli per la testa. Eppure, ci siamo comportati molto bene e oggi siamo in una posizione che ci permette di sognare a occhi aperti: quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”. La crescita, tecnica e mentale, ha forse trovato la sua consacrazione nell’ultimo turno: “Abbiamo disputato una partita straordinaria contro Auxilium Saluzzo, chiusa sul 16-8, conquistando quattro punti preziosissimi. Prima ancora dei singoli, viene sempre il bene del gruppo. Voglio portare un esempio: Emanuele Bruzzone, pluricampione del mondo, a un certo punto mi ha chiesto il cambio. È un gesto tutt’altro che scontato e racconta un altissimo senso di responsabilità. Mi rende davvero orgoglioso”. Fondamentale anche il contributo del pubblico, capace di incidere nei momenti chiave: “A vincere sono stati anche i nostri tifosi. Voglio omaggiarli: sentirli urlare, sostenerci e tifare è stato qualcosa di straordinario. Non avevo mai vissuto un clima simile. Questo calore nasce dall’affetto che nutrono nei nostri confronti”.
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—Nell’organico spicca anche il giovane Stefano Sciutto, 23 anni, originario di Loano ma già con un bagaglio importante alle spalle: “Gioco a bocce da circa 15 anni, praticamente ci sono nato. Sono al Mondovì per il terzo anno consecutivo e ne sono onorato: l’ambiente è splendido, ci rispettiamo tutti e ci vogliamo davvero bene”. La fiducia del gruppo è un valore aggiunto: “Sono il più piccolo della squadra, ma dal modo in cui si rapportano con me capisco che c’è stima e fiducia. Io cerco di ripagare tutto questo impegnandomi al massimo”. Sul piano sportivo, la Serie A rappresenta uno stimolo costante: “Giocare in A1 significa esporsi ogni giorno a nuovi stimoli. Le mie specialità sono le prove di corsa, staffetta e progressivo, che rappresentano il mio punto di forza. Voglio lavorare sui dettagli e migliorare ancora i punteggi”. Il suo desiderio affiora inevitabilmente: “Arrivare alle Final Four sarebbe qualcosa di incredibile per tutti noi. A livello personale, mi piacerebbe anche una convocazione in maglia azzurra. So che un Mondiale non è semplice, ma proverò a inseguire un traguardo che per me avrebbe un valore enorme”.
il capitano cavallo
—A fare da collante è il capitano Giorgio Cavallo, voce autorevole del gruppo: “Siamo molto contenti. Abbiamo costruito una squadra di livello, con grande qualità umana. Stiamo andando ben oltre le previsioni iniziali e questo rende la soddisfazione ancora più grande. Da capitano ne sono davvero lusingato”. Il suo messaggio è sempre lo stesso: “Prima di scendere in campo dico ai ragazzi di divertirsi e di dare il massimo. Al di là dei risultati, vedo che cercano sempre di mettere in pratica i suggerimenti”. Un accenno va anche alla storia del club: “La nostra è una società giovane: il presidente è subentrato nel 2015. In dieci anni siamo passati dalla Serie B alla Serie A, poi una retrocessione per mancanza di struttura, due stagioni in A2 e infine la risalita. Ora siamo al terzo anno consecutivo nella massima categoria”. Prima di salutarci, un motto semplice ma significativo: “A piccoli passi, mettendo sempre un piede davanti all’altro, senza voli pindarici. È giusto sognare e avere ambizioni, ma sempre con calma e serenità”.
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