Il Fib Top Team va alla Mondovì, una vittoria che sa di crescita
La Gazzetta dello Sport

Il Fib Top Team va alla Mondovì, una vittoria che sa di crescita

Lunedì 9 febbraio 2026
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Il coach Arcangelo Prete: "Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza, ora siamo quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”

Il coach Arcangelo Prete: "Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza, ora siamo quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”

Filippo Testini 9 febbraio - 19:32 - MILANO

FIB Top Team parla piemontese ed è targato Mondovì, capace di abbattere le mura amiche e superare la corazzata Auxilium Saluzzo. Un risultato che da speranza e apre nuovi scenari: le Final Four non sono più un sogno lontano, ma iniziano ad assumere contorni sempre più concreti. 

Il coach prette

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La prima riflessione arriva dalla panchina, con Arcangelo Prette come condottiero del gruppo, felice quanto sorpreso per quanto costruito finora: “Siamo partiti con l’obiettivo della salvezza. Questa squadra ha un’umiltà enorme, è composta da giocatori semplici, senza grilli per la testa. Eppure, ci siamo comportati molto bene e oggi siamo in una posizione che ci permette di sognare a occhi aperti: quinti in classifica, a un solo punto dalla quarta. Non ce lo aspettavamo. Alla nostra società non era mai successo di arrivare così in alto”. La crescita, tecnica e mentale, ha forse trovato la sua consacrazione nell’ultimo turno: “Abbiamo disputato una partita straordinaria contro Auxilium Saluzzo, chiusa sul 16-8, conquistando quattro punti preziosissimi. Prima ancora dei singoli, viene sempre il bene del gruppo. Voglio portare un esempio: Emanuele Bruzzone, pluricampione del mondo, a un certo punto mi ha chiesto il cambio. È un gesto tutt’altro che scontato e racconta un altissimo senso di responsabilità. Mi rende davvero orgoglioso”. Fondamentale anche il contributo del pubblico, capace di incidere nei momenti chiave: “A vincere sono stati anche i nostri tifosi. Voglio omaggiarli: sentirli urlare, sostenerci e tifare è stato qualcosa di straordinario. Non avevo mai vissuto un clima simile. Questo calore nasce dall’affetto che nutrono nei nostri confronti”.

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Il giovane Sciutto

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Nell’organico spicca anche il giovane Stefano Sciutto, 23 anni, originario di Loano ma già con un bagaglio importante alle spalle: “Gioco a bocce da circa 15 anni, praticamente ci sono nato. Sono al Mondovì per il terzo anno consecutivo e ne sono onorato: l’ambiente è splendido, ci rispettiamo tutti e ci vogliamo davvero bene”. La fiducia del gruppo è un valore aggiunto: “Sono il più piccolo della squadra, ma dal modo in cui si rapportano con me capisco che c’è stima e fiducia. Io cerco di ripagare tutto questo impegnandomi al massimo”. Sul piano sportivo, la Serie A rappresenta uno stimolo costante: “Giocare in A1 significa esporsi ogni giorno a nuovi stimoli. Le mie specialità sono le prove di corsa, staffetta e progressivo, che rappresentano il mio punto di forza. Voglio lavorare sui dettagli e migliorare ancora i punteggi”. Il suo desiderio affiora inevitabilmente: “Arrivare alle Final Four sarebbe qualcosa di incredibile per tutti noi. A livello personale, mi piacerebbe anche una convocazione in maglia azzurra. So che un Mondiale non è semplice, ma proverò a inseguire un traguardo che per me avrebbe un valore enorme”.

il capitano cavallo

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A fare da collante è il capitano Giorgio Cavallo, voce autorevole del gruppo: “Siamo molto contenti. Abbiamo costruito una squadra di livello, con grande qualità umana. Stiamo andando ben oltre le previsioni iniziali e questo rende la soddisfazione ancora più grande. Da capitano ne sono davvero lusingato”. Il suo messaggio è sempre lo stesso: “Prima di scendere in campo dico ai ragazzi di divertirsi e di dare il massimo. Al di là dei risultati, vedo che cercano sempre di mettere in pratica i suggerimenti”. Un accenno va anche alla storia del club: “La nostra è una società giovane: il presidente è subentrato nel 2015. In dieci anni siamo passati dalla Serie B alla Serie A, poi una retrocessione per mancanza di struttura, due stagioni in A2 e infine la risalita. Ora siamo al terzo anno consecutivo nella massima categoria”. Prima di salutarci, un motto semplice ma significativo: “A piccoli passi, mettendo sempre un piede davanti all’altro, senza voli pindarici. È giusto sognare e avere ambizioni, ma sempre con calma e serenità”.

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