Spalletti e la polemica sul professionismo: ecco quanto guadagna un arbitro
La Gazzetta dello Sport

Spalletti e la polemica sul professionismo: ecco quanto guadagna un arbitro

Lunedì 9 febbraio 2026
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Dopo la frase del tecnico juventino ("In campo ci sono 22 professionisti e un precario"), facciamo i conti: 4mila euro lordi per dirigere un match di A (1700 al Var). Fenucci, ad Bologna: "Serve un confronto tra le parti"

Dopo la frase del tecnico juventino ("In campo ci sono 22 professionisti e un precario"), facciamo i conti: 4mila euro lordi per dirigere un match di A (1700 al Var). Fenucci, ad Bologna: "Serve un confronto tra le parti"

Matteo Dalla Vite Giornalista 9 febbraio - 19:13 - BOLOGNA L'intervento di Gila su Cabal

Il professionismo arbitrale? Si apre un nuovo capitolo, che per ora é ancora… vecchio. La porta l’ha spalancata Luciano Spalletti, tecnico della Juventus nel dopo 2-2 contro la Lazio. "Ci sono 22 professionisti e un precario - ha detto il tecnico -. L’arbitro non è un professionista: va a casa, deve pensare ad altro e non sa se l’anno prossimo farà ancora l’arbitro. Non va bene così, è la persona più precaria di quelli che sono in campo". Vecchia storia ma storia da rinfrescare. E la domanda è: quanto guadagnano gli arbitri in Serie A e B? 

VIDEO: Spalletti spiega il "contatto"... baciando in diretta Federica Zille di Dazn

I guadagni

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La tabella è chiara. A dirigere una gara di Serie A, un arbitro guadagna (lordi) 4000 euro. Il netto si evince da solo. In Serie B, 2mila euro. E poi, il Var in A "incassa" a partita 1700 e in B 800 euro. Da quarto uomo 500 in A e 200 in B. Per gli assistenti, 1400 in A e 600 in B. Per l’Avar, 800 in A e 400 euro in B. In tutto questo è prevista una parte fissa annuale: 30.000 euro per chi ha meno di 50 presenze, 60.000 per chi ne ha più di 50 e 90.000 per gli internazionali. 

in europa

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In Europa per i fischietti internazionali i compensi salgono secondo le tabelle della Uefa: tenendo in considerazione le competizioni del nostro continente, ecco che colui che viene designato per dirigere una gara di Champions League ha un riconoscimento che va dai 6000 euro per i sedicesimi fino ai 7500 per quarti e semifinali e, a salire, ai 10.000 euro (sempre lordi) per una finale (3.000 agli assistenti e 4000 al Var). A livello femminile, una finale di Champions vale 5000 euro.

Gruppo elite

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Nel recente passato si è parlato della creazione di un Gruppo Elite: ultimamente il discorso non é più stato preso in considerazione, certamente - se nascerà - sarebbe un reparto scelto (come poi è la Can A e B odierna) ma con autonomia organizzativa, un modo di arrivare al professionismo (Tfr compreso, per capirci). 

Indipendenza

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Intanto, il vicepresidente vicario Francesco Massini si esprime in un comunicato. "L’Associazione Italiana Arbitri (AIA), in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione. L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici. Lavorare insieme a Figc e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico” conclude Massini.

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FENUCCI: PRO E VAR

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Anche l’ad del Bologna Claudio Fenucci si esprime sul tema, dissentendo col rosso a Pobega in Parma-Bologna ("L’arbitro aveva preso la decisione giusta col giallo, è un intervento senza vigoria sproporzionata") e partendo dalla funzione del Var. "Il Var nasce per il chiaro ed evidente errore e invece sembra si sia trasformato in moviola, oggi interviene in qualsiasi fattispecie di episodio. Si lamentano tutti e credo che non piaccia nemmeno ai tifosi: per l’anno prossimo bisognerà che le parti si incontrino, club e arbitri, magari valutando anche il Var a chiamata come in Serie C (l’FVS, il football video support, ndr): serve coerenza fra Var e campo. E il professionismo può aiutare la classe arbitrale, è una strada che li può aiutare, con un budget definito, ad allenarsi al meglio, a prepararsi nel miglior modo possibile".

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