Catania, il logo storico torna a casa: battuta all'asta la ditta di infissi Revolution Group
La Gazzetta dello Sport

Catania, il logo storico torna a casa: battuta all'asta la ditta di infissi Revolution Group

Giovedì 22 ottobre 2026
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Dopo 4 anni dal fallimento e il rischio di una beffa clamorosa, il marchio torna di proprietà del club per 250mila euro. Il prezzo base era di 55mila, ha partecipato anche il Comune

Dopo 4 anni dal fallimento e il rischio di una beffa clamorosa, il marchio torna di proprietà del club per 250mila euro. Il prezzo base era di 55mila, ha partecipato anche il Comune

Giovanni Finocchiaro 22 ottobre - 14:44 - CATANIA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il logo storico del Catania è stato acquisito dal nuovo club che dal 2022 è gestito dall’imprenditore siculo australiano Ross Pelligra. L’asta telematica si è chiusa oggi un’ora e 11 minuti dopo il previsto per i continui rilanci effettuati dai dirigenti della società, che disputa la Serie C meridionale, e dalla ditta di infissi Revolution Group che aveva elaborato un ampio progetto e che si è fermata solo quando il Catania ha posato sul tavolo 250mila euro, partendo da una base d’asta di 55mila. Il logo storico fa parte del club fallito nel 2022 a quattro giornate dalla fine del campionato di C meridionale.

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Il Catania matricola 11.700 dovette consegnare tutti i beni alla curatela fallimentare del tribunale etneo. Nel mese di febbraio, Pelligra – subentrato proprio nel 2022 con una nuova società e ricevuto l’incarico dal Comune – ha acquisito il centro sportivo di Torre del Grifo donandolo al club. Adesso ha recuperato il marchio storico, nel frattempo ha aperto un campo in erba naturale dove si allena attualmente la prima squadra, la palestra, due spogliatoi e presto sistemerà anche la sede al Village per far rivivere l’impianto che era rimasto chiuso per oltre 4 anni e mezzo. Il logo era un punto d’orgoglio per la tifoseria rossazzurra, tanto che alla gara competitiva hanno anche preso parte un altro privato che è rimasto anonimo ma che alla fine non ha effettuato rilanci, e il Comune di Catania che, autodichiaratosi garante di correttezza e contro ogni speculazione, ha versato la somma di 60mila euro deliberata con un atto apposito, ma non ha rilanciato ulteriormente.

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