Il nuovo Akanji fa anche il vice di Chivu: "Non serve pressare sempre alti, pure il contropiede..."
La Gazzetta dello Sport

Il nuovo Akanji fa anche il vice di Chivu: "Non serve pressare sempre alti, pure il contropiede..."

Giovedì 22 ottobre 2026
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Il difensore svizzero è in ripresa e nel post Shakhtar ha dato qualche "consiglio" al proprio allenatore: "A volte dobbiamo lasciare che gli avversari dimostrino di essere più bravi di noi"

Il difensore svizzero è in ripresa e nel post Shakhtar ha dato qualche "consiglio" al proprio allenatore: "A volte dobbiamo lasciare che gli avversari dimostrino di essere più bravi di noi"

Gregorio Spigno Giornalista 22 ottobre - 17:50 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il periodo, soprattutto di forma fisica, non è particolarmente brillante. Il rendimento al di sotto rispetto alla stagione scorsa vissuta da protagonista, ma per Manuel Akanji - specialmente contro lo Shakhtar - si è riaccesa la luce. Dopo una serie di errori spalmati tra Monza, Napoli, Udinese, Roma e Bruges, il difensore svizzero sta cominciando a ritrovare una forma migliore, in parte "rovinata" dal dispendioso Mondiale giocato con la Svizzera. Contro la squadra ucraina l'Inter è finalmente tornata a chiudere la porta di Martinez, e Akanji si è diviso tra il centro della difesa (nella ripresa) e il centrodestra (secondo lo schieramento iniziale). Nonostante l'espulsione di Bastoni sono arrivate vittoria e cleansheet, secondo lo svizzero anche grazie ad un cambio di filosofia tattica da parte della squadra. "Penso che a volte dobbiamo anche lasciare che gli avversari dimostrino di essere più bravi di noi - ha riconosciuto l'ex City dopo la partita -, senza concedere loro occasioni facili. Credo che anche questo sia un buon modo di interpretare il nostro stile di gioco. Non dobbiamo necessariamente andare a pressare alti perché consumiamo troppe energie...". 

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"Anche il contropiede ci sta..."

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Nessuna stoccata nei confronti di Cristian Chivu, ovviamente, ma solo qualche consiglio indiretto al proprio allenatore per limitare le sbandate difensive che l'Inter ha incassato in questo avvio di stagione: "A volte dobbiamo lasciare che siano gli avversari ad essere bravi abbastanza da uscire e creare qualcosa - ha proseguito Akanji -. E poi, quando recuperiamo il pallone, possiamo anche ripartire in contropiede. Penso sia una buona tattica. Quindi, a volte, bisogna anche riposare un po', aspettare e poi aggredire al momento giusto". Strategia che l'Inter ha messo in pratica specialmente dall'espulsione di Bastoni in poi, quando la squadra ha capito di doversi "sporcare le mani" (per citare proprio Cristian Chivu) per ottenere una vittoria troppo importante. Una squadra meno bella da vedere, forse, ma sicuramente più efficace. Che modificando la strategia ha finalmente ottenuto quei 3 punti necessari per credere ancora nella qualificazione diretta agli ottavi di Champions.

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