Nurlanuly, il talento kazako a lezione da Sinner: "È un campione e una persona speciale"
La Gazzetta dello Sport

Nurlanuly, il talento kazako a lezione da Sinner: "È un campione e una persona speciale"

Giovedì 22 ottobre 2026
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A 18 anni è il giocatore più promettente del tennis kazako, già numero 7 del mondo juniores. Si è allenato due volte con l'azzurro: "È il mio giocatore preferito, cerco di imparare da lui ogni giorno"

A 18 anni è il giocatore più promettente del tennis kazako, già numero 7 del mondo juniores. Si è allenato due volte con l'azzurro: "È il mio giocatore preferito, cerco di imparare da lui ogni giorno"

dal nostro inviato  Marco Iaria 22 ottobre - 17:42 - ALMATY (KAZAKISTAN) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La prima volta che si è allenato con Jannik Sinner, il numero 1 del mondo lo ha accolto con un sorriso e lo ha ringraziato per essere venuto. La seconda volta è stato lui a prendere l’iniziativa, mandando un messaggio a Simone Vagnozzi: "Non avevo nessuno con cui allenarmi, così ho scritto al suo coach per chiedergli se Jannik fosse disponibile. E siamo riusciti a organizzarci". Zangar Nurlanuly ha soltanto 18 anni ed è il talento più promettente del tennis kazako: semifinalista agli Us Open e agli Australian Open junior, è stato numero 7 del mondo del ranking di categoria. In questi giorni ha avuto l’opportunità di esordire nel circuito maggiore grazie a una wild card per l’Atp 250 di Almaty. L’avventura è durata poco, con la netta sconfitta contro il ceco Tomas Machac, ma per lui è soltanto l’inizio.

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modello

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Il suo modello è proprio Sinner, con il quale ha condiviso il campo agli Australian Open e al Roland Garros. "È il mio giocatore preferito, oltre a essere una persona straordinaria. La prima cosa che ricordo del nostro allenamento in Australia è quanto sia stato gentile con me. In realtà ci conoscevamo già. Quando sono entrato in campo, mi ha accolto benissimo e mi ha ringraziato per essere venuto. Abbiamo fatto una bella sessione, durata più di un’ora, nella quale entrambi siamo riusciti a lavorare sulle cose che volevamo. Anche il suo team è stato molto gentile". Era il gennaio 2025 e Sinner si preparava ad affrontare Alex de Minaur nei quarti di finale degli Australian Open, una delle tappe verso il trionfo bis a Melbourne. Nurlanuly non nasconde la sua ammirazione per l’azzurro. "Ho guardato tanti suoi video e tante sue partite, anche dal vivo. È incredibile vedere quanto giochi in maniera aggressiva e a quale livello riesca a esprimersi. Mi piacerebbe giocare come lui. Anzi, già adesso cerco di prendere esempio dal suo modo di stare in campo. La cosa impressionante è che non riesce a giocare così soltanto in alcune occasioni: lo fa sempre. È sempre concentrato, anche durante gli allenamenti, e cerca continuamente di migliorare, migliorare e migliorare. È per questo che è il migliore del mondo". Un giorno vorrebbe ritrovarselo dall’altra parte della rete, in una partita ufficiale: "Sarebbe fantastico affrontare Jannik, così come Alcaraz o qualsiasi altro grande campione".

SLOVACCHIA

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La storia di Zangar comincia ad Almaty, ma si sviluppa a migliaia di chilometri di distanza. A 12 anni ha lasciato il Kazakistan per trasferirsi in Slovacchia, dove si allena da allora. "Inizialmente mio padre stava pensando di portarmi in Croazia. Poi ha contattato una persona che gli ha suggerito di provare un’accademia in Slovacchia. Siamo andati a vedere come funzionava e ci è piaciuto tutto: l’ambiente, l’organizzazione, le strutture. Così abbiamo deciso di rimanere". Non è stato facile, soprattutto all’inizio. "Il primo anno è stato difficile, dovevo abituarmi a tante cose nuove. Ma piano piano mi sono adattato. Adesso la Slovacchia è diventata quasi una seconda casa". I risultati gli hanno dato ragione. Nel 2025 ha raggiunto la semifinale degli Us Open junior, nel 2026 si è ripetuto agli Australian Open. È arrivato fino al settimo posto della classifica mondiale Under 18 e ora sta affrontando il passaggio più delicato, quello verso il professionismo. "Negli ultimi anni mi sono concentrato soprattutto sui tornei junior. Adesso sto cominciando a giocare i Challenger. Voglio migliorare la mia classifica e dedicarmi completamente al circuito professionistico". Il suo tennis è aggressivo, ma non vuole essere considerato una copia di Sinner: "Non cerco di imitare lo stile di nessuno, perché ogni giocatore è diverso. Voglio essere me stesso, sviluppare il mio tennis e costruire una mia identità".

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ASPETTATIVE

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In Kazakistan, intanto, le aspettative sono alte. Il movimento nazionale, cresciuto grazie agli investimenti del miliardario Bulat Utemuratov, presidente della federazione, vede in Nurlanuly uno dei possibili protagonisti del futuro. E il ragazzo avverte la responsabilità. "Vedo che tanti bambini qui mi seguono e mi prendono come esempio. Per questo cerco di diventare non soltanto un giocatore migliore, ma anche una persona migliore, dentro e fuori dal campo. Vorrei essere un esempio positivo e motivare i più piccoli. Cerco di imparare dai grandi campioni, osservando come si comportano Sinner e Alcaraz, la loro mentalità, il loro atteggiamento. Mi piacerebbe diventare come loro anche da questo punto di vista". Il sostegno economico non gli è mancato. "All’inizio era mio padre a pagare tutte le spese. Poi ha cominciato ad aiutarmi la federazione, grazie al signor Bulat, che continua a sostenermi ancora oggi. Gli sono davvero molto riconoscente, così come sono grato per l’opportunità di giocare questo torneo ad Almaty". Fuori dal campo, la sua passione è il calcio. Tifa Real Madrid, ma senza integralismi: "Mi piacciono anche il Barcellona, il Milan, il Chelsea. Non sono uno di quelli che odiano gli avversari". Una filosofia che sembra accompagnarlo anche nel tennis.

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