Abate: "Torino, contro il Monza partita sporca, serviranno anima e veleno"
La Gazzetta dello Sport

Abate: "Torino, contro il Monza partita sporca, serviranno anima e veleno"

Giovedì 22 ottobre 2026
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Alla vigilia del match il tecnico mette in guardia i suoi: "Ogni partita è una lotta contro noi stessi" 

Alla vigilia del match il tecnico mette in guardia i suoi: "Ogni partita è una lotta contro noi stessi" 

Dal nostro inviato  Simone Battaggia 22 ottobre - 17:40 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Due vittorie consecutive, dieci punti conquistati nelle ultime cinque partite. Il Torino domani sera ritrova il Monza e rispetto allo scontro diretto di Coppa Italia del 1° settembre, vinto 1-0 dai brianzoli, sembra aver cambiato pelle. Ci pensa Ignazio Abate a tenere la barra dritta, alla vigilia di un’ottava di campionato da affrontare con grande concentrazione. "Non ci deve abbandonare la voglia di migliorarci - ha sottolineato il tecnico presentando la partita -. Abbiamo ampi margini, lo dico vedendo il lavoro portato avanti in settimana e ciò che facciamo nelle partite. Dobbiamo lavorare e perseverare. Ho la massima fiducia nel gruppo, sono sempre molto positivo per come lavorano. Se sottovalutassimo ciò che ci attende dopo due giornate positive saremmo sulla strada sbagliata. La squadra si allena con la tigna giusta, siamo all’ottava e dobbiamo continuare a crescere nel quotidiano". 

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Gli avversari

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Abate presenta così il Monza di Ivan Juric, che viene dal 4-0 al Cagliari e sembra aver trovato in Varela - sei gol in questo avvio di campionato - un terminale di valore assoluto. "Sarà una partita difficilissima. Loro la metteranno sull’intensità, sui duelli. Sarà una partita sporca, dovremo sporcarci le mani e dentro a quello sporco mettere qualità. Non credo che sia un test di personalità per la squadra. Se trovi squadre che vanno uomo contro uomo, non puoi pensare a una partita da dominare. Dobbiamo calarci nella loro mentalità, per primo vincere i duelli. Occorrerà difendere bene in 11. Sappiamo quali sono le caratteristiche di Varela: è partito fortissimo, ha grande fisicità, strappo, qualità dentro l’area. Ma anch’io dietro ho giocatori forti, di personalità, fisici e veloci. Mi aspetto una grande partita da parte loro, ma anche dagli attaccanti che dovranno coprire la palla il prima possibile. Dovremo essere bravi ad alternare le varie altezze di gioco nei momenti della partita. Il Monza ha 4-5 giocatori di livello, gioca un calcio offensivo, aggressivo. Sarà una partita difficile, arrivano da un buonissimo momento, ma domani nel nostro stadio per loro dovrà essere dura. Ci sarà una grande cornice di pubblico e io non vedo l’ora che sia domani, perché dobbiamo continuare ad avere questa connessione con la nostra gente. Loro ci sono sempre stati vicino nei momenti difficili, ora sta a noi cercare di trascinarli il più possibile". 

Percorso

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Abate ha descritto così il percorso del Toro in questo avvio di stagione. "Ogni partita è una lotta contro noi stessi. Saremmo mediocri se ci accontentassimo di due discrete prestazioni. Credo che il primo obbiettivo stagionale lo stiamo centrando: stiamo creando l’anima del gruppo. Non è facile dopo aver cambiato 11-12 giocatori, di cui tanti stranieri, ma sta succedendo. Voglio continuare a vedere quel veleno, a Parma la squadra ha saputo godere nella sofferenza. Poi avremmo dovuto gestire la partita, ma l’anima del gruppo è uscita. Siamo solo all’ottava giornata. Dobbiamo creare basi più solide, il Monza sarà ostacolo duro ma anche loro dovranno trovare del tosto. Poi il prossimo obbiettivo sarà alimentare quest’anima, perché va annaffiata giorno per giorno e non va abbandonata, in una piazza come questa è un obbligo. Va migliorata in difesa, dobbiamo avere la voglia e la rabbia di non prendere gol. E infine come ultimo step dovremo essere più riconoscibili possibili. Io credo nel lavoro, testa bassa e pedalare forte, forte, forte". 

Simeone e Vlasic

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Il tecnico ha poi speso alcune parole sui singoli. A iniziare da Simeone, che a Parma ha rotto il digiuno in campionato con una doppietta. "Giovanni ha empre messo gruppo davanti davanti a tutto, lo stemma davanti a qualsiasi altra cosa. Ha lottato sempre per il bene della squadra. È un giocatore da gruppo, e quando pensi alla squadra e non al tuo ego allora la ruota ti gira. Siamo convinti delle sue qualità. Alleno ragazzi positivi, energici che hanno a cuore questa piazza. Quella corsa ad abbracciarlo dopo il suo secondo gol mi è riuscita spontanea. Sono un passionale, un sanguigno, credo nella connessione umana perché mi rappresenta. Ho giocato in squadre dove si lottava per obiettivi comuni e poi magari a fine partita ognuno andava per la propria strada. Non è il mio essere. Io devo sentire il battito dello spogliatoi, il legame tra i giocatori. Il senso di famiglia e del dovere per me è fondamentale, io ci credo tanto". "Simeone e Vlasic in questo inizio di stagione hanno avuto percorso simile - ha aggiunto Abate -, e sono entrambi in grande crescita. Nicola, a differenza di Giovanni, avverte tanto il peso della grande responsabilità che si sente addosso. E invece deve stare sereno, perché la cosa più importante è ciò che la squadra e il tecnico pensano di lui. Nikola è un lavoratore allucinante, un perfezionista, sta al campo 10 ore al giorno. Deve stare tranquillo, non scopro io le sue qualità. Sono sicuro che ci darà grandi soddisfazioni. Per quanto riguarda Simeone, credo che l’allenatore debba portare avanti le sue idee di calcio ma sempre tenendo presente le caratteristiche dei suoi giocatori. Abbiamo iniziato la stagione con un attaccante e forse così ho messo un po’ in difficoltà Giovanni. Passando alle due punte mi è sembrato molto più a suo agio, strada facendo poi abbiamo dovuto trovare un certo equilibrio tra le caratteristiche dei giocatori e il loro stato di forma. È un processo, ora inizio a conoscerli meglio e a capire cosa ti possono dare nell’immediato e dove si può lavorare. Simeone sa leggere il gioco e lo capisce, così come Adams, Zapata, Kulenovic e Pellegri". 

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I singoli

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Contro il Monza, oltre a Ilkhan e a Fortini, Abate non avrà a disposizione Rodriguez. Si tornerà in campo appena quattro giorni dopo Parma. "Faremo delle considerazioni, valuterò senza fasciarmi troppo la testa e manderò la squadra che mi dà maggiori garanzie pensando esclusivamente alla partita di domani. Ismajli è un combattivo, un caratteriale, ma a Parma ha fatto soprattutto una. grande partita con la palla, per come si smarcava e impostava, per come dava energia nella costruzione. Lavora giorno per giorno, e quando hai di fronte un giocatore di 30-31 anni, già formato, non è facile incidere. Si è sempre allenato con grande cattiveria". "Belghali come terzino destro è più forte di me- aggiunge Abate con un sorriso, dopo che il giocatore aveva raccontato di come il confronto con un tecnico che ha giocato nel suo stesso ruolo lo stia aiutando -. Per caratteristiche proprie ha sempre avuto propensione offensiva. Insieme stiamo lavoriamo sulle posture, sullo smarcamento, ma anche sulla fase difensiva, sul passaggio dall’assetto a cinque a quello a quattro, sulla transizione. Sta migliorando, è sempre stato molto umile, è arrivato da noi senza aver fatto ritiro e gli sto concedendo un minutaggio in crescita graduale. Ha lavorato a testa bassa durante la sosta e deve continuare a crescere, senza accontentarsi". Poi un passaggio su Aboukhlal, a Parma in campo proprio al posto di Belghali. "Per Zakaria devo spendere parole di elogio. La sua estate non è stata semplice, poteva anche uscire e invece è rimasto, ha lavorato tutti i giorni con umiltà, nelle tre settimane sosta ha lavorato da professionista vero. Lo vedo come quarto di centrocampo a sinistra, non a destra. Si sta adattando a fare il quinto, sta migliorando tanto in fase difensiva. L’ho voluto premiare quando Belghali ha chiesto il cambio, perché era giusto premiarlo. Mi aspetto tanto da lui e mi auguro che arrivi la sua occasione".

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