Gressier: "A calcio correvo troppo... Così mi alleno per restare il numero 1 sui 10mila metri"
La Gazzetta dello Sport

Gressier: "A calcio correvo troppo... Così mi alleno per restare il numero 1 sui 10mila metri"

Giovedì 22 ottobre 2026
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Il mezzofondista francese, campione del mondo in carica sui 10.000 metri, si racconta: "Quello dell'oro ai mondiali di Tokyo è stato il giorno più bello della mia vita. Ora sogno l'Olimpiade"

Il mezzofondista francese, campione del mondo in carica sui 10.000 metri, si racconta: "Quello dell'oro ai mondiali di Tokyo è stato il giorno più bello della mia vita. Ora sogno l'Olimpiade"

Federico Traverso 22 ottobre - 17:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Lo sguardo incredulo di chi sa di averla combinata grossa, un sorriso grande così e le mani nei capelli per chiedersi se fosse tutto vero. Sono queste le istantanee che riemergono da quel 14 settembre 2025, quando Jimmy Gressier (atleta della squadra Kiprun, il brand running di Decathlon) ai mondiali di Tokyo è andato a prendersi l'oro sui 10.000 metri dopo essere entrato nell’ultimo rettilineo in sesta posizione. Il mezzofondista francese, classe 1997, ha portato per la prima volta nel suo Paese l'oro di specialità, strappandolo dopo 41 anni ad atleti africani di nascita. Gli occhi di Gressier si illuminano ripercorrendo quei momenti, ma con la consapevolezza di chi sa che quel titolo andrà difeso a Pechino nel 2027.

Jimmy, come procede la preparazione in vista del 2027?  

“Attualmente non mi sento proprio benissimo, perché sono appena tornato dalle vacanze e ho preso 6 chili… (ride, ndr). Ho ripreso da poco gli allenamenti in vista delle due gare più importanti dell’anno prossimo, i campionati del mondo di corsa su strada il 28 marzo e i mondiali di Pechino a settembre”. 

Quest’anno spiccano l’oro con record europeo a Lilla sui 5.000m e il bronzo agli Europei di Birmingham sui 10.000m: un bilancio del suo 2026? 

“Direi 50-50. Avrei voluto fare risultati ancora migliori, come per esempio a Birmingham dove potevo diventare bicampione, invece sui 5.000 metri sono arrivato quarto. In termini di risultati quest’anno è stata una montagna russa, alcuni buoni e altri meno buoni, ma fa parte dello sport e lo accetto”. 

Guardando all’anno prossimo, a Pechino dovrà difendere l’oro sui 10.000 m. 

“Sarà difficilissimo riconfermarsi, perché sono il campione del mondo ma non mi sento il più forte al mondo. Sono nella top 10 globale, ma la concorrenza è talmente alta che la differenza in termini di livello tra gli atleti è minima”.  

Torniamo al 2025, a Tokyo. Lei è diventato il primo francese a vincere l'oro sui 10.000 metri, il primo campione mondiale di specialità non nato in Africa dopo 41 anni. Che effetto fa ripensarci? 

“Provo un grandissimo orgoglio, diventare campione del mondo è un sogno che si è realizzato. Prima di quel giorno mi facevo tante domande, mi chiedevo il perché delle cose e soprattutto perché non vincessi. Tagliare quel traguardo ha sciolto tutti i miei dubbi: mi sentivo fortissimo, sentivo di poter correre i 5.000 in 12’42’'. È stato il giorno più bello della mia vita. Anche se quando avrò dei figli diventerà il secondo!” 

Gressier dopo l'oro a Tokyo 2025

Ha vinto con una rimonta incredibile, dal sesto al primo posto nell’ultimo rettilineo. È vero che credeva che lo sprint finale fosse il suo punto debole? 

“In effetti prima di quella vittoria continuavo a chiedermi cosa non andasse nel mio sprint finale. In allenamento ero capace di andare molto forte alla fine, ma in quel mondiale, consapevole di non essere il migliore negli ultimi metri, non potevo che stare dietro. Ho applicato la stessa tattica della Diamond League di Zurigo, dove avevo vinto poche settimane prima, ed è andata bene”. 

Quella vittoria ha segnato una svolta nella sua carriera?  

“Prima di vincere a Tokyo sapevo di avere le qualità per stare tra i migliori, e ora ho una consapevolezza diversa. Sono anche conscio che però non dipende tutto da me, perché il livello oggi è altissimo. Anche se sono al top, so che c’è qualcun altro che può mettermi in difficoltà”. 

Guardando il più in là possibile, dove vorrebbe arrivare Jimmy Gressier? 

“Chiaramente il sogno più grande per me è essere campione olimpico. Guardando avanti, dopo Los Angeles mi piacerebbe lanciarmi sulle maratone, mentre ancora dopo vorrei andare verso il trail. Ma significa che avrò quarant’anni, quindi non ci penso perché vorrà dire che sarò alla fine della carriera…” 

È vero che, prima di scegliere l’atletica, lei era una promessa anche nel calcio? 

“Sì, ho giocato a calcio fino a 17 anni, ma correvo talmente tanto in campo che gli allenatori mi hanno portato verso l’atletica! In ogni caso, se l’Italia ha bisogno di me posso rimettermi gli scarpini… (ride, ndr)” 

Ci porta dentro una sua settimana-tipo di allenamenti? 

“I miei allenamenti sono basati sulla VO2 max (la massima capacità di ossigeno che il nostro corpo riesce a utilizzare durante lo sforzo, ndr). Mi alleno in totale dodici volte alla settimana, che divido in tre tipi di sessioni: quelle di VMA (Maximum Aerobic Speed, il ritmo di corsa che permette di raggiungere la VO2 max, ndr), quelle basate sulla soglia e quelle sul dislivello. In più svolgo due allenamenti in palestra e molto footing sulle lunghe distanze. In totale, faccio circa 140-150 km alla settimana”. 

Che esercizi svolge in palestra? 

“Nelle due sessioni settimanali di palestra modifico gli esercizi in base agli obiettivi. Più tempo manca alla gara, più faccio pesi elevati e corse lunghe, mentre più mi avvicino e più riduco i pesi e punto sull’esplosività invece che sulle lunghezze”. 

E per quanto riguarda la dieta? 

“Non seguo un regime alimentare particolare, anche se man mano che mi avvicino all’evento faccio più attenzione a ciò che metto in tavola. In generale, al mattino e a pranzo mangio più carboidrati, mentre li evito completamente alla sera in favore di legumi e proteine”. 

Lei corre con Kiprun, brand running di Decathlon, al suo fianco da diverso tempo. 

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“Sì, con Kiprun faccio circa 4-5 test all’anno, in cui provo le scarpe della fascia più alta, quelle in carbonio. È un rapporto profondo, perché sono anche coinvolto nel processo di co-creazione dei prodotti che poi andrò ad utilizzare in gara”.

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