Velasco: "Egonu-Antropova insieme? Decideremo. E sulla Russia al Mondiale dico che..."
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Velasco: "Egonu-Antropova insieme? Decideremo. E sulla Russia al Mondiale dico che..."

Martedì 27 ottobre 2026
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Il ct dell’Italvolley analizza il sorteggio mondiale e e non solo: "Seguo molto il calcio, trovo fuori luogo la discussione tra giochisti e risultatisti. E mi sono avvicinato al tennis, uno sport che ha molto in comune con la pallavolo..."

Il ct dell’Italvolley analizza il sorteggio mondiale e e non solo: "Seguo molto il calcio, trovo fuori luogo la discussione tra giochisti e risultatisti. E mi sono avvicinato al tennis, uno sport che ha molto in comune con la pallavolo..."

Davide Romani Giornalista 27 ottobre - 08:41 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Velasco è pronto. Mancano 298 giorni al via del Mondiale 2027 ma il commissario tecnico azzurro studia, si documenta e prepara viaggi per vedere dal vivo le proprie giocatrici, quelle che negli ultimi tre anni hanno conquistato un oro olimpico, un Mondiale, un argento europeo e due Nations League. Il 20 agosto si alzerà il sipario sul torneo iridato che si giocherà tra Stati Uniti e Canada e che si concluderà a Anaheim, nello stesso impianto che ospiterà i Giochi di Los Angeles 2028. Ieri sono stati sorteggiati i gironi delle 32 nazionali qualificate e le campionesse in carica azzurre sono state inserite nel gruppo A. 

Velasco, le campionesse del mondo ripartono da Omaha, in Nebraska. Cosa pensa di questo sorteggio? 

"Mi sembra che tutti i gironi abbiano due squadre superiori alle altre. Forse il gruppo E potrebbe essere più equilibrato con la presenza della Slovenia a dar fastidio a Polonia e Germania. Il tema sono poi i possibili incroci. Agli ottavi potremmo incontrare una tra Cina, Olanda e Svezia. Le cinesi sono sempre un mistero perché non si sa mai chi gioca e chi è infortunata. Le olandesi le conosciamo di più mentre le svedesi sono in crescita. Dopo, se vinciamo, troveremo una tra Germania o Slovenia o Thailandia con quest’ultima che è stata la rivelazione dell’ultimo torneo asiatico nel quale ha strappato la qualificazione ai Giochi".

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Quali indicazioni le sta lasciando il campionato iniziato da poco? 

"Molto, soprattutto noto che qualche squadra sta dando spazio a giovani italiane anche se a volte sembra che si preferiscano le atlete straniere". 

Una giovane che sta trovando spazio è Alloui. Ci aveva visto lungo convocandola quest’estate a un collegiale a Cavalese. 

"Su di lei non avevo dubbi, piuttosto sono sorpreso che gli altri si stupiscano del suo rendimento. Aggiungo anche Bolzonetti (Vallefoglia, ndr), una ragazza che fino adesso è stata sottovalutata. E poi Munarini (centrale di Busto Arsizio, ndr)". 

Da ct azzurro però dovrà seguire anche il campionato turco dove giocano Orro, Sylla e Antropova. È in contatto con loro? 

"Sto guardando tutte le loro partite e mercoledì (domani, ndr) andrò a Istanbul per parlare con loro ma soprattutto per assistere agli allenamenti. Devo dire però che su di loro non ho alcun tipo di dubbio, l’unica cosa che mi preoccupa sono i problemi fisici di Alessia e soprattutto di Miriam". 

In Italia sta impressionando l’ottima partenza di Milano. Cinque giornate, cinque vittorie e un solo set lasciato per strada. Sulla panchina c’è Chicco Blengini, per anni suo assistente in campo maschile. 

"L’idea che nel femminile gli allenatori del maschile non siano graditi è un falso storico. Noto che Bonitta, Barbolini, Bernardi, io e ora Blengini qualcosa di buono abbiamo fatto sia nel maschile sia nel femminile". 

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Tra le 32 del Mondiale torna la Russia. Favorevole? 

"Ho sempre sostenuto che appoggio l’Ucraina senza se e senza ma perché è un Paese invaso. Detto questo, ho sempre pensato che le nazionali sportive non siano dello stato ma del popolo. Lo dice uno che ha vissuto la dittatura in Argentina. Se mi avessero tolto il Mondiale di calcio del 1978 o quello di volley del 1982 l’avrei vissuto come un’ingiustizia e probabilmente non sarei mai arrivato in Italia". 

In A2 il Club Italia è secondo in classifica. Lo sta seguendo? 

"Il primo anno si è ereditata una determinata situazione ma nel frattempo abbiamo cambiato molte cose e penso si inizino a vedere i frutti. Ma voglio chiarire una cosa: questa squadra non è il serbatoio azzurro ma è un progetto che permette di restituire ai club giocatrici pronte per l’A1 e l’A2". 

Quali indicazioni le ha lasciato l’Europeo? Che analisi ha fatto? Cosa cambierà? 

"Le ragazze sono state bravissime nonostante alcune si siano fermate per diverse settimane. Tutte hanno saputo mantenere i nostri principi fondamentali come il fatto di non mollare mai. Di sicuro le vacanze alle quattro big non verranno più lasciate perché quelle del 2026 erano funzionali al progetto verso Los Angeles". 

L’estate 2026 e il successivo Europeo sono stati segnati dall’idea di far giocare insieme Egonu e Antropova. Il progetto verrà riproposto? 

"Devo ancora parlare con Kate prima di trarre le mie conclusioni. Vanno valutati i pro e contro per capire cos’è meglio fare. Lei si è dimostrata super disponibile durante tutto il percorso ma voglio sapere cosa ne pensa. Le voglio autonome ma non che obbediscano a tutto con un semplice sì". 

Dopo i Giochi di Los Angeles si prospetta un nuovo calendario internazionale con la stagione delle nazionali che andrà a inserirsi in quella dei club. Le piace quest’idea? 

"No. Siamo forse l’unico sport che grazie alla convivenza tra campionati e nazionali non produce conflitti. Il nuovo calendario produrrà molto più casino. E poi riflettiamo su una cosa: la pallavolo è arrivata a questo livello di popolarità perché ci sono stati il Mondiale del 1978, l’Europeo del 1989 e il Mondiale del 1990. Questo è stato possibile lavorando 4 mesi con un gruppo". 

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Nella Serie A di calcio ci sono in testa Inter e Lazio per le quali lei ha lavorato in passato. 

"Seguo molto il calcio, il campionato, ma non mi soffermo sui risultati delle squadre ma piuttosto sono attratto dal lavoro degli allenatori. Mi piace quando ci sono tecnici che lasciano la loro impronta indipendentemente dal tipo di calcio che propongono. Gattuso, Chivu ma anche la Roma di Gasperini e il Como di Fabregas. Trovo fuori luogo la discussione tra giochisti e risultatisti: un allenatore deve essere pratico e fare la cosa che lui ritiene sia migliore. Ma ultimamente mi sono avvicinato al tennis". 

Ci spieghi. 

"Pallavolo e tennis hanno alcune cose in comune ma loro in campo sono da soli. Mi riferisco alla gestione dell’errore, alla possibilità di andare in difficoltà, alla battuta. Mi piace capire come le affrontano". 

Prima di iniziare l’avventura sulla panchina femminile, lei è stato direttore tecnico del settore giovanile maschile. I vari Porro, Bovolenta e Zlatanov si stanno affermando. 

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"Sono molto contento del loro percorso. In quegli anni siamo riusciti a lanciare più giocatori in Serie A nel maschile che il Club Italia nel femminile. È stato il prodotto di una metodologia d’allenamento che ha funzionato".

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