Inter, le ultime verso il Como: Barella e Bastoni con un nuovo slancio
Dopo il calo in Serie A e la delusione con la Nazionale, contro la Roma Chivu ha visto un altro spirito per inseguire lo scudetto
Dopo il calo in Serie A e la delusione con la Nazionale, contro la Roma Chivu ha visto un altro spirito per inseguire lo scudetto
Filippo Conticello Giornalista 10 aprile - 10:33 - MILANOIn questo sgomitare di Marcus Thuram nel tentativo di ritrovare la perduta centralità nel cuore dell’attacco, c’è un sentimento comune a tutta la prima linea nerazzurra: è come se i big di Chivu, un po’ ammaccati nell’ultimo periodo passato in campo senza il capitano-leader, vogliano continuare a dire tutti insieme che la vecchia Inter non è ancora finita. Ci sarà tempo per la rivoluzione d’estate, ma la primavera si nutre ancora delle antiche certezze. Lo hanno dimostrato battendo a Pasqua la Roma nel modo più squillante, vogliono ribadirlo anche sul lago di Como, in una delle trasferte più complicate di questa era, che sa tanto di definitivo match point scudetto. Di certo, non è terminata l’esperienza di Marcus come cavaliere principale alla tavola di Lautaro, ma neanche quella di Hakan Calhanoglu da regista principale della squadra di Chivu. Il turco, che pareva con un piede già sul Bosforo, è stato riportato a Milano proprio per decisione somma dell’allenatore romeno e adesso non è escluso che arrivi un ritocchino alla data di scadenza del contratto fino al 2027. Calha proverà a governare i destini del gioco anche contro la mediana ad altissima intensità di Fabregas e, perché no, proverà altre fiondate dalla distanza, se ne avrà l’occasione: raccontano di un Hakan tornato a provare e riprovare la specialità della casa ad Appiano. In ogni caso, il turco potrà alzare la testa e seguire il vento che soffia a destra, dove ormai Denzel Dumfries ha ripreso definitivamente possesso delle sue terre. Dopo quattro mesi di infortunio, in cui Luis Henrique ha fatto di tutto per farlo rimpiangere, l’olandesone ha ripreso la mira in queste tre partite di A di nuovo da titolare.
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—Da membro d’onore della vecchia guardia, anche per Denzel sarebbe uno scudetto particolare. Ancora di più, però, per il blocco azzurro, tornato dalla Bosnia con il cuore in frantumi: a differenza del compagno arancione, gli italiani guarderanno il Mondiale in tv. Per i nostri, aggiungere un tricolore darebbe un senso alle cose e curerebbe questa delusione storica. Di certo, il ritorno in campo contro la Roma è stato per tutti un ottimo ricostituente: Nicolò Barella ha ritrovato un gol che latitava da sei mesi,Dimarco aveva tutt’altra scioltezza rispetto alla trasferta slava e, soprattutto, Bastoni, l’uomo del momento, è stato accolto come un figlio devoto dal “suo” San Siro. L’umore non è più sotto i tacchi dopo la cinquina a Gasp e questa dimostrazione d’amore, ma il difensorone mancino è consapevole che a Como ci sarà tutt’altra atmosfera: tornerà a risentire i fischi già ricevuti per la semifinale di Coppa Italia successivi al caso Kalulu, ma probabilmente i decibel saliranno, visto che di mezzo c’è stata anche l’espulsione improvvida per il Mondiale. Eppure, nonostante tutto, anche lui, assieme ai connazionali feriti e al resto dei compagni che ha tirato la carretta in questi anni, vuole un finale all’altezza della gloria che fu. È vero che, almeno in parte, la vecchia Inter tramonterà a fine stagione, ma non prima di un’ultima gioia collettiva.
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