Stupro di gruppo dopo la festa promozione del Bra, tre calciatori a processo
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Stupro di gruppo dopo la festa promozione del Bra, tre calciatori a processo

Venerdì 10 aprile 2026
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La denuncia di una studentessa ventenne ha fatto partire le indagini. C'è anche l'accusa di revenge porn per le immagini diffuse sulla chat della squadra

La denuncia di una studentessa ventenne ha fatto partire le indagini. C'è anche l'accusa di revenge porn per le immagini diffuse sulla chat della squadra

10 aprile - 11:24 - MILANO

Il 30 maggio dell'anno scorso la festa per la storica promozione in serie del Bra, ora si apre il processo per uno stupro di gruppo con imputati tre calciatori. La vittima è una studentessa ventenne torinese che dopo la violenza subita ha tentato anche il suicidio. 

l'inchiesta

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 Tutto sarebbe iniziato durante la festa, quando la ragazza ha conosciuto uno dei calciatori e lo ha seguito nell'appartamento in cui l'uomo viveva con altri compagni. Alla proposta di un rapporto sessuale di gruppo, lei avrebbe rifiutato, trovandosi però a "subire plurimi atti sessuali di gruppo" come è scritto negli atti dell’inchiesta della procura di Asti coordinata dal pm Davide Greco. E i video e le foto della serata sarebbero stati poi condivisi sulla chat di squadra. La studentessa si è subito affidata al centro antiviolenza dell’ospedale Sant’Anna di Torino e ha presentato denuncia. Sotto accusa per violenza sessuale di gruppo sono il romano Fausto Perseu, 24 anni, oggi nel Giulianova, Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, ora al Ligorna, e Christ Jesus Mawete, 21 anni, di Mondovì, passato poi al Livorno. Per uno dei tre c'è anche l'accusa di revenge porn. 

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il rito abbreviato

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Ieri nell'udienza preliminare davanti al giudice Victoria Dunn è stato richiesto il rito abbreviato e i tre calciatori hanno chiesto di essere interrogati. Secondo i legali dei calciatori "Gli elementi raccolti anche con indagini difensive consentono di affermare la assoluta mancanza di responsabilità penale a carico dei tre ragazzi, emergendo invece significative incongruenze nel quadro accusatorio".

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