Gli ADUO possono cambiare la stagione: cosa sono e come la Ferrari darà l'assalto alla Mercedes
Il Cavallino si sta preparando per beneficiare del primo sviluppo di motore concesso dal nuovo regolamento a chi è in svantaggio prestazionale rispetto ai leader: ecco su quali parti si concentrerà l'intervento e perché per il Cavallino è un'occasione da non mancare
Il Cavallino si sta preparando per beneficiare del primo sviluppo di motore concesso dal nuovo regolamento a chi è in svantaggio prestazionale rispetto ai leader: ecco su quali parti si concentrerà l'intervento e perché per il Cavallino è un'occasione da non mancare
Paolo Filisetti 10 aprile - 14:18 - MILANO La Ferrari SF-26 di Charles LeclercLa Fia si è già riunita per il primo di una serie di incontri con i costruttori di power unit, con l’obiettivo di individuare i correttivi attuabili nel corso della stagione sul regolamento tecnico, dopo che, nelle prime tre gare, sono emerse criticità legate alla reale qualità della sfida in pista, fortemente condizionata dalla necessità di recupero energetico delle attuali power unit. Altri incontri sono in programma il 16 e il 20 aprile, per arrivare a una soluzione condivisa da sottoporre all’approvazione del Consiglio Mondiale. In questo contesto, assume rilievo il tema delle misure già previste dall’attuale regolamento per bilanciare le prestazioni tra le diverse power unit, al fine di ristabilire un equilibrio competitivo. Il riferimento è agli ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), un meccanismo che consente di analizzare, ogni sei gare, il livello prestazionale reale mostrato in pista dai vari propulsori nel corso della stagione. Secondo il calendario originario, che prevedeva 24 GP, l’introduzione degli ADUO sarebbe avvenuta dopo Miami, quindi in Canada, poi in Ungheria e infine ad Austin. Tuttavia, l’eliminazione di Bahrain e Arabia Saudita, mantenendo l’intervallo di sei gare, sposta la prima possibile applicazione al GP di Catalunya.
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—È fondamentale comprendere sia i criteri di assegnazione sia l’impatto tecnico di queste misure. Il regolamento stabilisce che, qualora tra la migliore power unit e le altre emerga un divario superiore al 2% ma inferiore al 4%, venga concesso uno sviluppo aggiuntivo limitato a un singolo elemento del propulsore endotermico; in caso di deficit superiore al 4%, gli interventi possono invece riguardare due componenti. Le aree di intervento includono le testate, la conformazione delle camere di scoppio e vari parametri legati al timing di apertura delle valvole: modifiche che hanno un chiaro obiettivo di incremento prestazionale. È inoltre importante sottolineare che tali interventi non verranno conteggiati nel budget cap delle power unit, che continuerà a essere calcolato sulla base della configurazione iniziale. Al momento, la Fia non ha ancora ufficializzato l’elenco dei costruttori che potranno beneficiare del primo ADUO; tuttavia, indiscrezioni provenienti dal paddock indicano Ferrari, Audi e Honda tra i possibili destinatari, mentre resterebbe esclusa la Red Bull, il cui motore endotermico sembrerebbe accusare un deficit inferiore alla soglia del 2% rispetto a Mercedes.
quei 25 cavalli in meno
—In questo scenario, la Ferrari, anche alla luce della sua attuale posizione in classifica e delle prestazioni complessive della SF-26, appare come l’unico team — tra quelli non motorizzati Mercedes — in grado di trasformare questa opportunità in una concreta possibilità di lotta al vertice contro la squadra di Brackley. Il Cavallino, secondo le stime, attualmente dovrebbe accusare un deficit di potenza di 25 cavalli rispetto alle monoposto di Russell e Antonelli, deficit totalmente o in massima parte eliminabile con il primo ADUO. A Miami, dopo cinque settimane dal GP del Giappone, tutti i team introdurranno aggiornamenti aerodinamici, inclusa la Mercedes; di conseguenza, è difficile immaginare già in Florida un primo reale avvicinamento alle W17. Per una possibile svolta sarà probabilmente necessario attendere Barcellona, tra poco più di due mesi. Va infine precisato che, sebbene i beneficiari degli ADUO non siano ancora stati ufficializzati, la loro applicazione riguarda esclusivamente la fase di realizzazione delle modifiche e non le attività preliminari di studio e sviluppo. Per questo motivo, è plausibile ritenere che le versioni evolute delle power unit possano essere pronte per il debutto a Montmelò, nonostante i tempi ristretti.
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