Ha solo un punto più di un anno fa, ma è già confermato: così Spalletti ha convinto la Juve
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Ha solo un punto più di un anno fa, ma è già confermato: così Spalletti ha convinto la Juve

Venerdì 10 aprile 2026
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Il tecnico toscano ha firmato il rinnovo di contratto fino al 2028 nonostante ancora non abbia raggiunto l'obiettivo minimo della qualificazione alla prossima Champions League. Merito, soprattutto, del feeling con John Elkann

Il tecnico toscano ha firmato il rinnovo di contratto fino al 2028 nonostante ancora non abbia raggiunto l'obiettivo minimo della qualificazione alla prossima Champions League. Merito, soprattutto, del feeling con John Elkann

Fabio Russo Giornalista 10 aprile - 15:50 - MILANO

A guardare la classifica, sembra un po' un paradosso: un anno dopo, la Juve è nella stessa posizione (quinta a -1 dalla quarta), ha solo un punto in più (57 contro 56) ed è uscita dalle coppe allo stesso turno (playoff di Champions e quarti di Coppa Italia). Eppure, Igor Tudor nell'estate del 2025 era stato confermato soltanto dopo aver raggiunto il quarto posto in volata e in seguito ai rifiuti di Conte e Gasperini, mentre Luciano Spalletti ha già ottenuto il rinnovo di contratto fino al 2028 e l'investitura presidenziale di uomo che potrà riportare il club alla lotta di vertice in Serie A. Certo, l'ex ct dell'Italia in campionato viaggia alla media punti migliore tra gli ultimi quattro tecnici juventini (1,90, contro l'1,87 dell'ultimo Allegri, l'1,79 di Thiago Motta e l'1,76 di Tudor), ma la partecipazione alla Champions League, decisiva per il futuro, è ancora tutta da conquistare. E allora, come è nato questo cambio di rotta?

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juve, il feeling tra spalletti e elkann

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Decisivo è stato proprio il feeling tra il tecnico toscano e John Elkann. Nato già poco più di un mese dopo l'arrivo dell'ex ct alla guida della Juve, come confidato dallo stesso allenatore alla vigilia della gara di Bologna di metà dicembre. "Ho sentito e visto John Elkann ieri, spesso mi manda anche i suoi pareri. Come ha detto lui oggi ragionando sul futuro, dobbiamo avere il pensiero di tornare a vincere", raccontava Spalletti, che allora, in fondo, pensava ancora di poter riportare la Juve alla lotta scudetto già in questa stagione. È stata proprio questa visione comune sulla necessità di riportare la Juve il più velocemente possibile al vertice che ha rinsaldato il rapporto tra il patron e l'allenatore, dalla cena di auguri di Natale alla serata in ricordo di Luca Vialli, con abbracci e sorrisi reciproci. Fino all'investitura ufficiale, arrivata con la citazione nella lettera agli azionisti di Exor dello scorso 23 marzo: "Spalletti ha portato nuova energia nello spogliatoio, restituendo fame e determinazione a vincere", ha scritto John Elkann. 

i meriti di spalletti nella nuova juve

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La proprietà della Juve, inoltre, ha riconosciuto all'allenatore la capacità di creare un'identità chiara, attraverso un gioco aggressivo e divertente, che non si è dissolta, come accaduto in passato, di fronte ad alcuni risultati negativi: il febbraio nero o i deludenti pareggi con Lecce e Sassuolo sono risultati soltanto incidenti di percorso e non hanno messo in discussione tutto l'impianto. Merito pure di un ottimo rapporto tra lo staff e il gruppo ("il miglior allenatore che abbia avuto in carriera", ha confermato anche ieri McKennie), all'insegna dell'empatia che era mancata in passato. Ma soprattutto, Spalletti ha saputo valorizzare molti dei giocatori che ha trovato alla Continassa: dal numero 22 americano a Locatelli, da Kalulu a Conceiçao, fino a Lloyd Kelly.

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juve, come sarà il mercato per spalletti?

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Con il rinnovo di contratto, adesso la Juve affida pienamente nelle mani dell'allenatore il prossimo step del progetto: tornare a lottare per vincere. Il tecnico di Certaldo, nei dialoghi per il prolungamento, ha avuto l'assicurazione del fatto che il club, compatibilmente con il budget (che dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League), proverà a rinforzare l'organico con 6/7 elementi: un portiere, un difensore centrale e uno esterno, due centrocampisti, un esterno alto e un centravanti. Almeno la metà di questi dovranno essere calciatori giocatori pronti, di provata esperienza internazionale e spiccata leadership. E Spalletti avrà voce in capitolo sul mercato, come dimostrato già a gennaio, al contrario di quanto accaduto con il suo predecessore. A guardare la classifica sembra un po' un paradosso, ora solo il tempo dirà se quello della Juve sarà stato un azzardo o fiducia ben riposta.

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