Rincari carburante: a Roma sequestrati 24mila litri di gasolio. A Lecce maxi frode sul carburante agricolo
Mentre il prezzo della benzina e del gasolio continua a correre, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale al fine di evitare speculazioni presso le stazioni di rifornimento. Nel corso di queste attività, nella Capitale e a Lecce sono state scoperte attività fraudolente a danno dei consumatori
Mentre il prezzo della benzina e del gasolio continua a correre, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale al fine di evitare speculazioni presso le stazioni di rifornimento. Nel corso di queste attività, nella Capitale e a Lecce sono state scoperte attività fraudolente a danno dei consumatori
Armando Bavaro 10 aprile - 15:09 - MILANO La Guardia di Finanza sta aumentando i controlli in tutta ItaliaNegli ultimi giorni la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli presso le stazioni di rifornimento dislocate lungo tutto il territorio nazionale. La complessa situazione geopolitica determinata dalla guerra in Medio Oriente costituisce una minaccia per la sicurezza energetica dei Paesi occidentali. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte del regime iraniano, da cui transita circa il 20% del petrolio globale, ha avuto una forte ripercussione sui prezzi, nonostante le misure varate dai diversi governi europei. Le operazioni condotte rientrano nel più ampio dispositivo di vigilanza attuato dalle Fiamme Gialle nel settore energetico, con l'obiettivo di contrastare comportamenti illeciti, prevenire manovre speculative e assicurare una concorrenza corretta tra gli operatori del comparto: le frodi nel settore delle accise rappresentano infatti un danno significativo per le entrate pubbliche e alterano le regole della concorrenza. Le attività di controllo sono quindi finalizzate a garantire il rispetto degli obblighi fiscali, la regolarità del mercato e la tutela dei consumatori.
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controlli nella capitale
—A Roma, una maxi operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di quasi 24mila litri di gasolio, quattro colonnine sigillate e diversi gestori denunciati o sanzionati. Grazie all'uso di un laboratorio chimico mobile, i militari del 6° Nucleo Operativo Metropolitano in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno analizzato in tempo reale il gasolio in sette stazioni di servizio. In molti campioni è emerso che il "punto di infiammabilità" (Flash Point) era molto più basso del limite di legge (55° C). Oltre al rischio di rovinare il motore dell'auto e inquinare di più, un carburante così instabile aumenta sensibilmente il pericolo di scoppi e incendi durante il rifornimento o il trasporto. Per questo motivo, i legali rappresentanti delle società di gestione dei distributori sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell'esercizio del commercio e sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa. Un secondo filone dell’indagine ha riguardato la trasparenza: i militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno intensificato i controlli nell’area del IX Municipio per garantire la corretta pubblicità dei prezzi dei carburanti. All'esito degli accertamenti, due impianti di distribuzione sono stati sanzionati in via amministrativa per la mancata comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l'apposita piattaforma informatica ministeriale. Si tratta di un obbligo fondamentale per permettere ai cittadini di confrontare le tariffe e scegliere dove risparmiare, evitando speculazioni ingiustificate.
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l'episodio a lecce
—Un sistema articolato di frodi legate all'utilizzo illecito di carburante agevolato è stato smantellato dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Lecce, che ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di quattro persone, tutte di origine salentina. Il provvedimento, disposto dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura, prevede arresti domiciliari e misure interdittive per gli indagati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di accise e contro la fede pubblica. Le operazioni hanno incluso notifiche di informazioni di garanzia, perquisizioni personali e domiciliari, nell'ambito di un'inchiesta condotta dai militari della Compagnia di Gallipoli e coordinata dalla Procura di Lecce, supportata anche da attività di intercettazione. Le indagini hanno consentito di ricostruire tre distinti sistemi fraudolenti. A carico dei sodali è stata accertata l'ingegnosa costituzione di imprese operanti nel settore dell'agricoltura, nonché la formazione di documentazione ideologicamente falsa, presentata ai competenti Uffici Uma (Utenti Motori Agricoli), il tutto finalizzato ad ottenere il rilascio di Libretti Fiscali di Controllo. Infatti, gli associati beneficiavano dell'assegnazione di rilevanti quantitativi di prodotto petrolifero ad aliquota agevolata, i quali, anziché essere destinati all'attività agricola, venivano ceduti a terzi, non aventi diritto, operanti nelle province di Lecce e Brindisi, che li destinavano ad usi soggetti a maggiore imposta, come riscaldamento e autotrazione.
Con l'aumento dei prezzi dei carburanti cresce anche il rischio di speculazioneNel medesimo contesto, è stato altresì accertato che un deposito commerciale di prodotti petroliferi che fungeva da distributore stradale di carburante, fosse dedito a rifornire i serbatoi di alimentazione di centinaia di automezzi con gasolio destinato all'agricoltura. Da ultimo, sono state cristallizzate le responsabilità di ulteriori due imprenditori agricoli che mettevano a disposizione, di un terzo soggetto complice, i loro Libretti Fiscali di Controllo, con un'assegnazione annuale di ingenti quantitativi di gasolio agevolato, per essere destinati a usi soggetti a maggiore imposta. Nel complesso, l'inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 23 persone, coinvolte a vario titolo nei reati contestati. Gli accertamenti hanno evidenziato la distrazione di oltre 500mila litri di carburante, di cui più di 300mila già utilizzati illecitamente, e il sequestro preventivo per un valore di circa 120mila euro, finalizzato alla successiva confisca. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il danno per l’erario sarebbe rilevante: l'evasione di accisa contestata viene infatti stimata in circa 156mila euro.
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