Verso la Roubaix: l'inferno della Foresta di Arenberg. E le capre fondamentali...
Moser: "Se resti saldo in sella, ti sembra un miracolo". A 95 km dal traguardo inizia la tortura lunga 2300 metri: uscire indenni ti apre la porta verso la gloria. Introdotta del 1968, nella zona mineraria fra Francia e Belgio: simbolo di dolore e fatica, per i corridori è indimenticabile. Comunque vada
E poi arrivano le capre, che vengono portate nelle ultime settimane prima della corsa per pulire dall’erba le pietre del luogo-simbolo della Parigi-Roubaix: la Foresta di Arenberg. È entrata nel percorso nel 1968, su consiglio di Jean Stablinski, campione polacco naturalizzato francese, che vinse il Mondiale a Salò nel 1962 e da queste parti aveva fatto il minatore: quando apparve la Foresta per la prima volta, Stablinski fu minacciato dagli stessi colleghi per la pericolosità del pavé. Chiusa nel 1974, Arenberg è tornata nel tracciato dieci anni dopo e da allora c’è sempre stata, a eccezione del 2005 (per le pessime condizioni del fondo). Domenica si corre la 123a edizione della Roubaix: su 258 chilometri di gara, i tratti in pavé sono 30 per una lunghezza di 54,8 km: il 21% del percorso è sulle pietre. Arenberg, che si trova nel comune di Wallers a sud-est di Lilla, al confine con il Belgio, si affronta al km 163, quando ne mancano 95 al traguardo. È il settore numero 19 (sono numerati al contrario: dal 30 all’1, quello finale) ed è lungo 2300 metri, in leggerissima salita.